<rss version="2.0"><channel><title>Michele Moor - Blog</title> <link>http://www.michelemoor.ch/</link> <description>Il Blog di Michele Moor</description> <copyright>2012 Michele Moor</copyright> <item><title><![CDATA[Raiffeisen rileva una parte importante di Wegelin & Co. Banchieri Privati]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[A seguito della situazione sempre più minacciosa in cui si trovano Wegelin & Co. Banchieri Privati a seguito della controversia con gli Stati Uniti, i responsabili della banca hanno optato per una soluzione drastica. La maggior parte dei clienti e dei collaboratori sarà trasferita a Notenstein Banca Privata SA. Questa sarà a sua volta acquisita integralmente da Raiffeisen.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>A seguito della situazione sempre più minacciosa in cui si trovano Wegelin & Co. Banchieri Privati a seguito della controversia con gli Stati Uniti, i responsabili della banca hanno optato per una soluzione drastica. La maggior parte dei clienti e dei collaboratori sarà trasferita a Notenstein Banca Privata SA. Questa sarà a sua volta acquisita integralmente da Raiffeisen.</h3><p>L&rsquo;attuale controversia fiscale tra Svizzera e USA pone Wegelin &amp; Co. Banchieri Privati, la pi&ugrave; antica banca svizzera, in una situazione che porta inevitabilmente a compiere un passo radicale e lungimirante. Il 27 gennaio 2012 la banca Wegelin trasferisce la maggior parte dei clienti e dei collaboratori a Notenstein Banca Privata SA.<br />
Il comparto Asset Management e la Wegelin Direzione Fondi SA vengono invece scorporati e integrati in una nuova societ&agrave;, la 1741 Asset Management SA. In Wegelin &amp; Co. rimangono gli attuali soci accomandatari. La banca sosterr&agrave; tutte le controversie con le autorit&agrave; americane e liquider&agrave; definitivamente le pratiche dei clienti americani. &bdquo;Agiamo quali soci accomandatari illimitatamente responsabili. &Egrave; nostra ferma intenzione superare le controversie legali e nostro preciso compito offrire il massimo grado di sicurezza ai nostri clienti e collaboratori: un pensiero, questo, condiviso da tutti noi&ldquo;, dichiara Konrad Hummler, socio accomandatario.<br />
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<b>Notenstein Banca Privata SA: un gruppo di grande esperienza<br />
</b>Il Consiglio d&rsquo;amministrazione di Notenstein Banca Privata SA &egrave; presieduto dal Dr. Pierin Vincenz, Presidente della Direzione Generale del Gruppo Raiffeisen, mentre la funzione di CEO &egrave; ricoperta dal Dr. Adrian K&uuml;nzi. &bdquo;Il nostro compito pi&ugrave; urgente &egrave; quello di conservare la fiducia di clienti e collaboratori&ldquo;, afferma Adrian K&uuml;nzi. &bdquo;I nuovi proprietari ci offrono la possibilit&agrave; di realizzare una struttura del tutto innovativa, per una gestione patrimoniale all&rsquo;avanguardia e in linea con gli attuali requisiti normativi.&ldquo;<br />
<br />
<b>Acquisizione da parte di Raiffeisen: la soluzione pi&ugrave; sostenibile<br />
</b>L&rsquo;acquisizione integrale di Notenstein Banca Privata SA da parte di Raiffeisen pone clienti e partner commerciali in una posizione del tutto sicura e consente a Raiffeisen di mettere in atto la propria espansione nell&rsquo;ambito del private banking: &bdquo;L&rsquo;acquisizione dei clienti e dei collaboratori di &quot;Notenstein Banca Privata SA&quot; rappresenta per noi un salto di qualit&agrave; che ci permette di rafforzare sensibilmente la nostra posizione nella gestione patrimoniale. Sar&agrave; nostra assoluta priorit&agrave; continuare ad offrire prestazioni di eccellenza a clienti abituati ad una consulenza di altissimo livello. Affrontare questa sfida con un gruppo collaudato, forte di un know-how senza eguali, mi consente di guardare al futuro con molta fiducia&ldquo; prosegue Pierin Vincenz.<br />
Konrad Hummler conclude affermando: &bdquo;Si pu&ograve; facilmente immaginare quanto sia stato arduo per noi compiere questo passo, poich&eacute; significa dover abbandonare l&rsquo;opera di tutta una vita. La situazione estremamente difficile a cui ci ha portato la controversia legale con le autorit&agrave; statunitensi mi costringe insieme ad Otto Bruderer, mio socio da tanti anni, e agli altri soci accomandatari, a questa scelta oltremodo dolorosa. Esposti a enormi pressioni, &egrave; un grande sollievo per noi aver trovato in Raiffeisen un partner competente e affidabile, nonch&eacute; una soluzione sostenibile per i nostri clienti e collaboratori.&ldquo;<br />
&nbsp;</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2012/1/27/moor-wegelin-raiffeisen.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2012-01-27T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[La scuola e i suoi problemi: è ora di parlarne!]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[L’Associazione Società Civile della Svizzera Italiana (ASCSI), un’associazione apartitica che si&nbsp;&nbsp;occupa di problemi relativi al funzionamento delle istituzioni, con l’obiettivo di contribuire, con una&nbsp;&nbsp;critica costruttiva, a migliorare la società civile della Svizzera italiana, ha organizzato sabato 26 novembre 2011 una giornata di studio e discussione dal titolo “La scuola e i suoi problemi: è ora di parlarne!”.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>L’Associazione Società Civile della Svizzera Italiana (ASCSI), un’associazione apartitica che si&nbsp;&nbsp;occupa di problemi relativi al funzionamento delle istituzioni, con l’obiettivo di contribuire, con una&nbsp;&nbsp;critica costruttiva, a migliorare la società civile della Svizzera italiana, ha organizzato sabato 26 novembre 2011 una giornata di studio e discussione dal titolo “La scuola e i suoi problemi: è ora di parlarne!”.</h3><p>La giornata&nbsp;ha avuto&nbsp;inizio alle ore 09:00 e&nbsp;ha esordito con la presentazione dei risultati di un&rsquo;inchiesta sulla scuola ticinese, effettuata dalla societ&agrave; Ad Hoc Informatica Sagl su un campione di docenti e di genitori di alunni che frequentano le scuole ticinesi.</p>
<p align="left">Successivamente, i partecipanti sono stati suddivisdi in quattro gruppi di lavoro - ciascuno con un suo presidente - che hanno analizzato le tematiche seguenti:</p>
<p align="left">- la formazione degli insegnanti<br />
- la scuola media<br />
- le scelte scolastiche e professionali<br />
- l&rsquo;integrazione</p>
<p align="left">Durante il pomeriggio &egrave; seguito un dibattito aperto al pubblico con la presentazione dei risultati dei gruppi di lavoro e le relazioni dei Professori Fabio Minazzi e Tatiana Crivelli.<br />
<br />
Per ulteriori informazioni &egrave; possibile visitare il sito <a href="http://www.societacivile.com">www.societacivile.com</a>.</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2011/11/23/michele-moor-scuola-problemi-ascsi.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2011-11-23T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Marco Romano ha comunque vinto]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Marco Romano ha comunque vinto.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Monica Duca-Widmer ha comunque perso. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Marco Romano ha comunque vinto.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Monica Duca-Widmer ha comunque perso. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h3><p><span style="font-size: small">Marco Romano ha vinto perch&eacute;, svolgendo con impegno e umilt&agrave; il lavoro di segretario cantonale, ha conquistato le simpatie dei cittadini ottenendo il secondo miglior risultato sulla lista del PPD.<br />
Monica Duca-Widmer ha perso perch&eacute;, malgrado le cariche e i mandati - molti dei quali rivestiti opportunisticamente solo per riuscire a diventare Consigliere Nazionale - ha raggiunto a malapena il medesimo risultato.<br />
<br />
Considerato come la politica di Monica Duca-Widmer sia incentrata su idee in parte ambigue e spesso anacronistiche, ad esempio per ci&ograve; che riguarda la parit&agrave; di diritti uomo-donna (ove propone le idee di un femminismo sorpassato come le quote rosa, un vero e proprio insulto alle donne) sarebbe bello se la dirigenza del partito, invece di discutere se sia meglio ricontare le schede o tirare a sorte, la convincesse a rinunciare al mandato in favore di Marco Romano.&nbsp;<br />
<br />
Contribuirebbe cos&igrave; a ringiovanire il PPD, inviando finalmente a Berna un rappresentante di quei giovani che troppo spesso hanno solo contribuito a raccogliere voti che hanno poi aiutato candidati presenti sulla scena politica da anni, che in fin dei conti pi&ugrave; nessuno vuole.</span></p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2011/10/25/moor-ppd-elezioni.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2011-10-25T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Europa: la crisi del debito pubblico è una crisi delle istituzioni]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[La crisi del debito sovrano e il crollo dell’euro non sono che sintomi di un profondo problema di governance che affligge l’UE. In questa regione investita da pesanti turbolenze la Svizzera è chiamata a trovare un equilibrio tra autonomia e collaborazione. Senza esprimere giudizi di valore sulla politica perseguita dalla Banca nazionale svizzera, il Bollettino finanziario di Wegelin & Co. consiglia agli investitori di analizzare senza indugio la diversificazione monetaria del proprio portafoglio, considerato che il franco svizzero è ormai quasi intercambiabile con l’euro.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>La crisi del debito sovrano e il crollo dell’euro non sono che sintomi di un profondo problema di governance che affligge l’UE. In questa regione investita da pesanti turbolenze la Svizzera è chiamata a trovare un equilibrio tra autonomia e collaborazione. Senza esprimere giudizi di valore sulla politica perseguita dalla Banca nazionale svizzera, il Bollettino finanziario di Wegelin & Co. consiglia agli investitori di analizzare senza indugio la diversificazione monetaria del proprio portafoglio, considerato che il franco svizzero è ormai quasi intercambiabile con l’euro.</h3><p>Pi&ugrave; alte si levano le voci dei politici europei che inneggiano alla riuscita dei pacchetti di misure per il &nbsp;salvataggio dei paesi comunitari a rischio default, pi&ugrave; cala la fiducia dei mercati monetari che reagiscono con forti turbolenze. Non &egrave; dato sapere se la risposta ai problemi sia rinvenibile in un&rsquo;unione basata sul trasferimento delle risorse a bassa competitivit&agrave; e in una maggiore centralizzazione con nuove istituzioni comuni, ma &egrave; certo che le profonde differenze presenti nella dimensione giuridica, economica, sociale e culturale possono essere ripianate solo attraverso una rigorosa governance o superate con l&rsquo;erogazione di fondi compensativi.<br />
<br />
Tre sono gli scenari prefigurabili ora per l&rsquo;Europa: l&rsquo;euro viene salvato a dispetto di ogni evidenza grazie al risanamento dei debiti e alla crescita, i paesi altamente indebitati lasciano l&rsquo;Eurozona con strategie di uscita pi&ugrave; o meno coordinate oppure si assiste alla nascita di uno stato federale centralistico, dominato da singoli paesi o amministrato democraticamente. Ciascuno di questi scenari &egrave; accompagnato da incertezze sociali ed economiche che di fatto paralizzano l&rsquo;attivit&agrave; d&rsquo;investimento, con l&rsquo;effetto di impoverire l&rsquo;Europa mentre grazie al profondo impegno, alla dissoluzione delle strutture convenzionali e alla rivoluzione tecnologica i paesi in via di sviluppo e di nuova industrializzazione si arricchiscono sempre pi&ugrave;. In questo panorama la Svizzera deve ricercare e trovare rapidamente un equilibrio fra una difesa decisa dell&rsquo;autonomia e una collaborazione pragmatica.<br />
<br />
A seguito del vistoso deprezzamento dell&rsquo;euro la Banca nazionale svizzera ha fissato una soglia superiore per il corso di cambio. Senza voler entrare nel merito di questa manovra, &egrave; imperativo che gli investitori&nbsp;controllino il loro portafoglio: con il venire meno del potenziale di rivalutazione il franco svizzero ha perso molta attrattiva rispetto all&rsquo;euro ed &egrave; divenuto intercambiabile con la moneta unica. Il Bollettino finanziario propone alternative monetarie per assicurare la diversificazione, irrinunciabile soprattutto in periodi di crisi.</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2011/10/5/moor-wegelin-crisi-europa.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2011-10-05T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Nessuna soluzione indolore]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Il bubbone dell’indebitamento sta per scoppiare: la consapevolezza che neppure gli stati non possono indebitarsi a oltranza è tanto più dolorosa quanto essi sono potenti. I dubbi nutriti sulla credibilità e sulla capacità risolutiva del mondo politico e delle banche centrali sono all’origine delle attuali turbolenze che stanno investendo i mercati finanziari e le cui implicazioni si sostanziano in un vertiginoso apprezzamento del franco, in prospettive economiche adombrate e investitori profondamente disorientati. Il nuovo Bollettino finanziario no. 278 di Wegelin & Co. propone una valutazione della situazione e rimanda al potenziale economico integro anche in questo contesto avverso.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Il bubbone dell’indebitamento sta per scoppiare: la consapevolezza che neppure gli stati non possono indebitarsi a oltranza è tanto più dolorosa quanto essi sono potenti. I dubbi nutriti sulla credibilità e sulla capacità risolutiva del mondo politico e delle banche centrali sono all’origine delle attuali turbolenze che stanno investendo i mercati finanziari e le cui implicazioni si sostanziano in un vertiginoso apprezzamento del franco, in prospettive economiche adombrate e investitori profondamente disorientati. Il nuovo Bollettino finanziario no. 278 di Wegelin & Co. propone una valutazione della situazione e rimanda al potenziale economico integro anche in questo contesto avverso.</h3><p><span style="font-size: 11pt">Contrariamente allo scenario disegnato dai tentativi di dissimulazione messi in atto dalla politica,&nbsp; i principali paesi industrializzati non si stanno misurando con una carenza di liquidit&agrave;, ma con un problema di insolvenza tale che nessuna soluzione &egrave; prospettabile senza dolorosi ammortamenti sul versante dei creditori. &ldquo;Delegare il problema del sovraindebitamento a una banca centrale, a un fondo monetario europeo o internazionale, ha solo un effetto sospensivo e dilatorio&rdquo;, sostiene il dr. Konrad Hummer, autore del Bollettino finanziario di Wegelin &amp; Co. &ldquo;Peraltro &egrave; un&rsquo;iniziativa altamente problematica, poich&eacute; si arrischia di contaminare un substrato sano.&rdquo; Il male non si diffonde soltanto dai bilanci pubblici malati a quelli sani, ma si estende anche all&rsquo;economia reale.</span><br />
<br />
<span style="font-size: 11pt">I mercati non si lasciano ingannare ancora e reagiscono con violente oscillazioni, da cui&nbsp;trae anche origine e alimento la rivalutazione del franco come rifugio sicuro. A fronte di una velocit&agrave; cos&igrave; sostenuta, l&rsquo;economia nazionale non ha alcuna possibilit&agrave; di adeguare i suoi processi produttivi. L&rsquo;autore analizza le opzioni d&rsquo;intervento della Banca nazionale, che in un simile frangente sono una richiesta legittima. Ma in proposito &egrave; giocoforza prescindere da un attivismo ad ogni costo, se non si &egrave; pienamente convinti dell&rsquo;efficacia di una determinata misura.</span><br />
<br />
<span style="font-size: 11pt">L&rsquo;investitore deve tener presente che a dispetto e forse persino grazie all&rsquo;odierna crisi il valore reale del mondo non decresce, ma anzi continua ad aumentare. &Egrave; lecito presumere che a un passato borsistico negativo segua un periodo di dividendi straordinari. E sarebbe bene rammentarlo soprattutto quando gli indicatori di mercato rosso sangue sembrano preannunciare la fine del mondo, che non &egrave; in vista.</span></p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2011/8/17/moor-wegelin-indebitamento.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2011-08-17T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Guardare in faccia la realtà]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Mentre l’Asia si è conquistata un posto di primo piano nell’economia mondiale, in Occidente l’indebitamento dei paesi industrializzati continua ad aumentare, senza sfociare nella tanto agognata ripresa. Ecco perché è indispensabile adattarsi alla realtà: in questo modo è possibile ridare credibilità alle istanze coinvolte e basi solide all’economia. Il fallimento della Grecia sta tacitamente diventando realtà: ulteriori sviluppi seguiranno.  Il nuovo Bollettino finanziario di Wegelin & Co. no. 277 propone tre scenari possibili, spiegando all’investitore l’importanza di orientarsi verso strategie resistenti alle crisi.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Mentre l’Asia si è conquistata un posto di primo piano nell’economia mondiale, in Occidente l’indebitamento dei paesi industrializzati continua ad aumentare, senza sfociare nella tanto agognata ripresa. Ecco perché è indispensabile adattarsi alla realtà: in questo modo è possibile ridare credibilità alle istanze coinvolte e basi solide all’economia. Il fallimento della Grecia sta tacitamente diventando realtà: ulteriori sviluppi seguiranno.  Il nuovo Bollettino finanziario di Wegelin & Co. no. 277 propone tre scenari possibili, spiegando all’investitore l’importanza di orientarsi verso strategie resistenti alle crisi.</h3><p>Alla luce di rischi sempre maggiori e delle false promesse di economia e politica, sviluppi di mercato estremi appaiono sempre pi&ugrave; probabili. <br />
Tre scenari abbozzano tre possibili direzioni: la prima contempla il venir risucchiati nell&rsquo;abisso causato da stati europei sovra indebitati e da un euro sempre pi&ugrave; debole. La seconda prevede il persistere di una politica interventista e di denaro a basso costo, con conseguenze inflazionistiche sul lungo periodo e il pericolo di finire, comunque, nell&rsquo;abisso. Il terzo scenario &egrave; l&rsquo;unico che, almeno a lungo termine, sembra darci motivo di ottimismo: sotto la pressione dell&rsquo;opinione pubblica, ben informata grazie ai social media, i problemi riguardanti il debito pubblico, le monete, il sistema previdenziale e quello sanitario vengono finalmente affrontati in modo mirato. In tal modo gli stati e le banche centrali riconquistano la propria credibilit&agrave;, e l&rsquo;economia, dopo un processo di adattamento che potrebbe essere doloroso, pu&ograve; ripartire su basi nuovamente solide.&nbsp;&nbsp;<br />
<br />
Per l&rsquo;investitore la situazione &egrave; poco confortante incoraggiante, almeno fino a quando non sar&agrave; chiaro quale scenario subentrer&agrave;. L&rsquo;abisso, dopo una fase di alta volatilit&agrave;, significherebbe ingenti perdite di corso per tutti i valori nominali. L&rsquo;attesa farebbe persistere la crisi dell&rsquo;euro e del dollaro e incrementare la pressione inflazionistica. L&rsquo;adattamento alla realt&agrave; invece, dopo un processo di risanamento, promette guadagni di corso per le azioni e una perdita di attrattivit&agrave; per le obbligazioni a causa di tassi d&rsquo;interesse pi&ugrave; elevati.</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2011/7/6/michele-moor-wegelin-scenari-crisi.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2011-07-06T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Un momento critico per la politica di sicurezza ticinese]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Nei prossimi giorni chi ha il potere decisionale dovrà effettuare delle scelte difficili per la politica di sicurezza ticinese.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Nei prossimi giorni chi ha il potere decisionale dovrà effettuare delle scelte difficili per la politica di sicurezza ticinese.</h3><div>
<div style="margin-top: 0cm"><font size="2"><span style="font-size: 10pt">Anche se al momento mi sembra si possa affermare che il Ticino&nbsp;sia abbastanza sicuro, eccezion fatta per i soliti problemi alla frontiera e nelle regioni a lei pi&ugrave; vicine, quello della sicurezza &egrave; un tema che rimane attuale e che pu&ograve; diventare d'emergenza anche in tempi brevi, senza alcun preavviso.</span></font></div>
<div style="margin-top: 0cm"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="margin-top: 0cm"><font size="2"><span style="font-size: 10pt">Proprio per questo risulta cruciale la scelta delle persone a capo delle differenti organizzazioni che si occupano della nostra sicurezza. Se poi, come &egrave; il caso attualmente, si devono nominare quasi contemporaneamente il nuovo comandante della polizia cantonale, il nuovo comandante della brigata di fanteria di montagna 9 ed eventualmente il nuovo comandante delle guardie di frontiera, ecco che si pu&ograve; ben dire che il momento sia critico. </span></font></div>
<div style="margin-top: 0cm"><font size="2"><span style="font-size: 10pt">Il nuovo consigliere di stato responsabile delle istituzioni Norman Gobbi ha mostrato, durante le prime settimane di lavoro, coraggio e volont&agrave; di decidere, in particolare nell'ambito della problematica dei nomadi. La sua scelta di non obbligare nessun comune ticinese ad accoglierli &egrave; corretta: che nessuno evochi obblighi morali presi in passato da politici lontani dalle volont&agrave; reali della popolazione. Ora il signor Gobbi, e con lui gli altri membri del Consiglio di Stato, dovranno mostrare di saper anteporre la sicurezza, e quindi il benessere, della popolazione ticinese a scelte di partito o di forma.</span></font></div>
<div style="margin-top: 0cm"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="margin-top: 0cm"><font size="2"><span style="font-size: 10pt">Per quel che riguarda il comandante della brigata di fanteria di montagna 9, dovranno chiedere al Consiglio Federale di nominare un comandante ticinese o mesolcinese, perch&eacute; &egrave; importante che questa grande unit&agrave; rimanga prevalentemente italofona, comandante incluso, perch&eacute; &egrave; l'ultima che abbiamo e in quanto per la maggioranza dei suoi militi &egrave; importante avere un comandante che parli la loro lingua e che conosca bene il loro territorio e tutte le sue peculiarit&agrave; (geografiche, culturali, politiche, economiche&hellip;). A questo proposito fa un po' sorridere la delegazione ticinese a Berna che, a concorso ormai chiuso (!), si interroga su come mai non si sia pretesa, nel bando dello stesso, la perfetta conoscenza della nostra lingua. Durante la prossima campagna per le votazioni federali ci spiegheranno che si sono impegnati a fondo per difendere gli interessi del Ticino&hellip;</span></font></div>
<div style="margin-top: 0cm"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="margin-top: 0cm"><font size="2"><span style="font-size: 10pt">Per la nomina del comandante della polizia cantonale, mi sembra che il governo sia un po' in difficolt&agrave;, perch&eacute; la stessa era attesa gi&agrave; qualche settimana or sono. La cosa non mi stupisce pi&ugrave; di tanto, dopo che ho appreso dai media che il candidato a mio parere pi&ugrave; idoneo, Mauro Antonini, sarebbe gi&agrave; stato scartato. Oggettivamente, il curriculum del signor Antonini presenta un solo svantaggio: manca una laurea in diritto, ma presenta contemporaneamente cos&igrave; tanti vantaggi, che la scelta di qualsiasi altro candidato non mi pare giustificata. A differenza dei concorrenti maggiormente menzionati negli ultimi giorni, egli &egrave; l'unico candidato che conosce molto bene la polizia cantonale, della quale &egrave; gi&agrave; stato ufficiale,&nbsp; e sarebbe quindi operativo in pochissimo tempo; inoltre, a differenza di chi ha esperienza unicamente in ambito militare, in un esercito che - checch&eacute; si dica - non conosce l'impiego reale, ne ha gi&agrave; portati a termine diversi: come guardia di forte, come poliziotto e come guardia di frontiera. Chi ha occasione di osservare frequentemente l'operato delle nostre guardie di confine, si &egrave; inoltre sicuramente accorto dell'ottimo lavoro che ha svolto all'interno del corpo che comanda attualmente. Sul terreno &egrave; indubbiamente il candidato pi&ugrave; valido. Non &egrave; un giurista, ma sono convinto che all'interno della polizia cantonale di giuristi ce ne siano gi&agrave; abbastanza&hellip;</span></font></div>
<div style="margin-top: 0cm"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div style="margin-top: 0cm"><font size="2"><span style="font-size: 10pt">Evidentemente un'eventuale nomina del signor Antonini, politicamente poco profilato, non piacerebbe a PLR e PPD; non piacerebbe ai laureati; non piacerebbe nemmeno al signor Gobbi, che dovrebbe in seguito occuparsi anche della nomina di un nuovo comandante delle guardie di frontiera. Ma piacerebbe sicuramente alla popolazione ticinese, che si ritroverebbe con un comandante poco teorico e molto pratico, e probabilmente alla maggior parte della polizia cantonale stessa.</span></font></div>
</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2011/6/25/Politica-di-sicurezza-ticinese.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2011-06-25T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Ho deciso di lasciare il PPD]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Ho rassegnato le dimissioni dal PPD con effetto immediato: ho comunicato la mia decisione al presidente Giovanni Jelmini lo scorso 6 maggio, dicendo che non condivido più la linea del partito.&nbsp;&nbsp;Non lascio per passare ad un'altra formazione politica, ma mi riservo in futuro di valutare altre opzioni, se interessanti, compatibilmente con le esigenze familiari e professionali.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Ho rassegnato le dimissioni dal PPD con effetto immediato: ho comunicato la mia decisione al presidente Giovanni Jelmini lo scorso 6 maggio, dicendo che non condivido più la linea del partito.&nbsp;&nbsp;Non lascio per passare ad un'altra formazione politica, ma mi riservo in futuro di valutare altre opzioni, se interessanti, compatibilmente con le esigenze familiari e professionali.</h3><p>Durante gli ultimi quattro anni ho riflettuto molto in merito alla mia appartenenza al PPD.<br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Nell'estate del 2007 decisi di mettermi a disposizione del Paese, diventando membro di un partito e candidandomi per il Consiglio Nazionale. Uno dei motivi che mi spinse a prendere quella decisione fu la non rielezione di Marina Masoni in Consiglio di Stato nella primavera 2007. Non tanto per la persona, per la quale personalmente nutro ancora oggi un'immutata stima, ma per il modo in cui si era giunti alla sua non rielezione.&nbsp;</span><br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Fino a quel momento non avevo mai fatto politica. Scelsi il Partito Popolare Democratico per diversi motivi, ma per due in particolare: primo, perch&eacute; l'unica persona attiva politicamente per diversi anni nella mia famiglia &egrave; mio padre ed egli &egrave; membro del PPD; secondo, perch&eacute; ritengo che un'ispirazione filosofica cristiano-cattolica sia indispensabile ad un politico per orientarsi sulle giuste scelte, anche se sostengo, soprattutto in ambito economico, una politica liberale. La campagna elettorale fu interessante, mi permise di esprimere le mie idee ed ebbe un buon successo.</span><br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Pochi giorni dopo le elezioni federali del 2007 il Parlamento decise di non rieleggere Christoph Blocher in Consiglio Federale.&nbsp;Espressi il mio profondo disappunto per il fatto che il Partito si fosse prestato, o addirittura fosse stato l'artefice, di questa non rielezione, per almeno due motivi: primo, perch&eacute; puniva in modo ingiusto un Consigliere Federale senz'altro particolare, ma indubbiamente capace; secondo, perch&eacute; mi sembrava politicamente poco intelligente prestarsi a un gioco certamente non approvato da una buona parte della base del Partito. Sono sicuro che il PPD abbia pagato, e pagher&agrave; probabilmente ancora in autunno, un caro prezzo per quella sciagurata decisione.</span><br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Da parte mia mi ritrovai, dopo pochi mesi, in un partito che si era prestato ad un complotto contro una persona (Blocher) a livello nazionale, simile a quello ordito contro un'altra persona (Masoni) a livello cantonale; un complotto analogo a quello che mi aveva convinto a dedicare parte del mio tempo e delle mie energie al servizio del Paese.</span><br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Come ticinese mi vergognai inoltre per il&nbsp;brutto spettacolo che l&rsquo;allora quasi Presidente del Consiglio Nazionale Chiara Simoneschi Cortesi diede davanti alle telecamere esultando &ndash; in maniera a mio modo di vedere ignobile, considerata la carica che si apprestava ad assumere &ndash; per la sconfitta del nemico politico. Penso che non solo a tanti Popolari Democratici, ma anche a tanti Ticinesi abbia dato fastidio quanto visto in quell&rsquo;occasione.<br />
</span><span style="font-size: 9.5pt">Se avessi agito seguendo solo l'istinto e non la ragione, avrei lasciato il Partito immediatamente dopo aver assistito agli eventi di quei giorni a Berna. Ho voluto invece, come sempre ho cercato di fare nella mia vita, lasciarmi condurre dalla ragione e riflettere in merito alla situazione creatasi, in particolare riguardo al mio rapporto con il Partito. </span><span style="font-size: 9.5pt">Accettai quindi la proposta di entrare a far parte dell'Ufficio Presidenziale del PPD.</span>&nbsp;<br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Tuttavia, durante i giorni, le settimane e i mesi a seguire, continuai a ponderare se fossi la persona giusta al posto giusto. Le difficolt&agrave; incontrate dal settore bancario, nel quale sono attivo, mi hanno poi costretto, mio malgrado, a distaccarmi quasi totalmente dalla vita politica attiva. Se da una parte mi &egrave; dispiaciuto, dall'altra mi ha permesso di osservare in modo pi&ugrave; distaccato quanto succedeva.</span><br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Il mio malessere nei confronti del Partito aumentava con il passare del tempo, in particolare durante i momenti che precedevano votazioni importanti, perch&eacute; riuscivo sempre meno a identificarmi nelle prese di posizione ufficiali del PPD. In particolare la difesa dei valori che mi avevano portato a sceglierlo non mi sembra pi&ugrave; essere una priorit&agrave; dei suoi vertici, soprattutto di quelli nazionali.</span><br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Di questo malessere non mi sono pi&ugrave; liberato e se fino ad oggi sono rimasto nel Partito, &egrave; solo per non addolorare i miei genitori, in particolare mio padre, al quale devo molto e che, con mia madre, mi &egrave; stato e mi &egrave; esempio in tante occasioni. E come l'ho seguito in altri ambiti, ho ritenuto ad un certo punto giusto seguirlo anche nell'idea politica. </span><br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Sono tuttavia convinto che molto sia cambiato da quando, negli anni Sessanta, mio padre entr&ograve; nel PPD ed inizi&ograve; a fare politica. Proprio i due partiti storici, il PLR e il PPD, che tanto hanno dato al Cantone e alla Confederazione in passato, faticano oggi a capire quali siano le esigenze della popolazione. Sicuramente proprio per questo motivo ottengono risultati elettorali sempre peggiori. Sono convinto che molte persone, come me, rimangano fedeli a questi due partiti per motivi non di convinzione politica, ma di altro ordine.</span><br />
<br />
H<span style="font-size: 9.5pt">o riflettuto quasi quattro anni, in modo approfondito, in merito alla mia appartenenza al PPD. Purtroppo giorno dopo giorno mi sono convinto che, indipendentemente dal fatto che io continui o meno a fare politica, questo Partito non sia quello giusto per me. Per chi&nbsp;&egrave; attivo professionalmente e ha una famiglia, dedicare tempo ed energie per la cosa pubblica &egrave; un grande sacrificio, che vale la pena fare solo se si &egrave; veramente convinti.</span><br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Io non lo sono pi&ugrave;.</span><br />
<br />
<span style="font-size: 9.5pt">Pur essendo cosciente che provocher&ograve; del dolore ai miei genitori e a chi mi ha sostenuto, ho deciso di lasciare il Partito Popolare Democratico con effetto immediato.</span></p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2011/5/24/moor-politica-ppd-dimissioni-partito-blog.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2011-05-24T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[La fine del saccheggio]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Che cosa accomuna ecologia, gestione del petrolio e stabilità del sistema finanziario? In tutti questi settori si sta attualmente consumando un saccheggio di cui,  indiscutibilmente, è la collettività a fare le spese. Il nuovo Bollettino finanziario di Wegelin & Co. no. 276 ne rileva le cause nella mancata definizione dei diritti di proprietà e nella sopravvalutazione dei valori nominali. Ci sono, tuttavia, segnali che fanno sperare in una formazione dei prezzi più sostenibile basata su valori reali: ecco perché le azioni rimangono al centro dell’interesse degli investitori.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Che cosa accomuna ecologia, gestione del petrolio e stabilità del sistema finanziario? In tutti questi settori si sta attualmente consumando un saccheggio di cui,  indiscutibilmente, è la collettività a fare le spese. Il nuovo Bollettino finanziario di Wegelin & Co. no. 276 ne rileva le cause nella mancata definizione dei diritti di proprietà e nella sopravvalutazione dei valori nominali. Ci sono, tuttavia, segnali che fanno sperare in una formazione dei prezzi più sostenibile basata su valori reali: ecco perché le azioni rimangono al centro dell’interesse degli investitori.</h3><p>Dopo la &nbsp;catastrofe avvenuta nel reattore nucleare di Fukushima sembra improbabile che, in futuro, i danni ecologici possano essere ancora addebitati gratuitamente alla collettivit&agrave;. Una protezione ambientale forzata attraverso controlli e convenzioni ha sempre generato effetti dubbi. Una possibile via d&rsquo;uscita &egrave; rappresentata da una chiara definizione dei diritti di propriet&agrave;: un ambiente integro non pu&ograve; continuare ad essere un bene comune, del quale ognuno pu&ograve; disporre liberamente e in modo irresponsabile. <br />
<br />
Ancora pi&ugrave; urgente risulta essere la valutazione economica del patrimonio petrolifero. I recenti sconvolgimenti politici nell&rsquo;area panaraba, dove si trovano pi&ugrave; della met&agrave; dei giacimenti mondiali, e la svalutazione del dollaro indicano che &egrave; tempo per una nuova formazione dei prezzi, che consideri il valore reale della risorsa petrolio piuttosto che il solo ottenimento di un guadagno da parte di regimi autoritari. Di conseguenza, il prezzo del petrolio rimarrebbe alto, e potrebbe addirittura essere lasciato nel suolo come riserva d&rsquo;investimento. <br />
<br />
Un chiarimento in materia di costi &egrave; necessario anche per quanto riguarda l&rsquo;indebitamento statale. La rivalutazione dell&rsquo;agenzia di rating Standards &amp; Poors ha aperto gli occhi agli investitori sui gravi problemi di rifinanziamento degli Stati Uniti: il 50% dei debiti di stato sono a breve termine. Si dubita dunque in modo crescente della potenza illimitata del mercato dei capitali statunitense, dove il saccheggio perpetrato ai danni di ingenui finanziatori ha messo in forse la stabilit&agrave; del sistema. <br />
<br />
Le azioni, pur non essendo esenti da rischi, continuano a rappresentare una componente essenziale di un investimento diversificato. Il ripetersi del decennio negativo appena trascorso sembra improbabile e mancano alternative convincenti: in periodi caratterizzati da profondi cambiamenti le imprese, grazie alla loro rapida capacit&agrave; di reazione, sono l&rsquo;investimento pi&ugrave; promettente.</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2011/5/4/michele-moor-wegelin-saccheggio-petrolio.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2011-05-04T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[La bolla dell'indebitamento UE è destinata ad esplodere?]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[L’Unione europea è al bivio: il nuovo fondo di stabilità, con 250 miliardi di euro effettivi, si scontra con la necessità di uno stanziamento di 1'000 miliardi di euro per finanziare Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna nei prossimi tre anni. Meglio una conversione efficace del debito ad opera del mercato o l’illusione dell’esistenza di stati con bilanci solidi? Il nuovo Bollettino finanziario di Wegelin & Co. no. 275 illustra le insidie dell’attuale modus operandi dell’UE e confronta i pericoli esogeni (Giappone, Libia) con l’indebitamento endogeno. ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>L’Unione europea è al bivio: il nuovo fondo di stabilità, con 250 miliardi di euro effettivi, si scontra con la necessità di uno stanziamento di 1'000 miliardi di euro per finanziare Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna nei prossimi tre anni. Meglio una conversione efficace del debito ad opera del mercato o l’illusione dell’esistenza di stati con bilanci solidi? Il nuovo Bollettino finanziario di Wegelin & Co. no. 275 illustra le insidie dell’attuale modus operandi dell’UE e confronta i pericoli esogeni (Giappone, Libia) con l’indebitamento endogeno. </h3><p>Entro fine marzo 2011 l&rsquo;UE desidera trovare una soluzione a lungo termine all&rsquo;indebitamento dei propri stati membri: sono quindi necessari non solo una maggiore capacit&agrave; di finanziamento e una nuova credibilit&agrave; dei debitori, ma anche un progetto di protezione nei confronti dei paesi pi&ugrave; solvibili. L&rsquo;UE &egrave; ora confrontata con una decisione fondamentale: meglio un ordinamento aperto, in cui sia il mercato stesso a stabilire i propri incentivi di disciplina attraverso premi di rischio adeguati o una struttura che imponga con mezzi sovrani (sanzioni) una sorta di nuova economia pianificata? Quest&rsquo;ultima dovrebbe in ogni caso prevedere l&rsquo;eliminazione delle differenze di produttivit&agrave; e l&rsquo;armonizzazione delle imposte e delle prestazioni sociali. <br />
&Egrave; sorprendente come i mercati elaborino in modo efficiente shock reali quali stati pericolosamente indebitati, catastrofi nucleari o difficolt&agrave; di approvvigionamento di petrolio conseguenti a disordini politici. Finch&eacute; non incorrono in illusioni del tutto prive di fondamento, le ripercussioni sulla congiuntura mondiale rimangono limitate. Purtroppo si teme che le istituzioni europee rimangano arroccate nelle proprie posizioni, perseverando nel tentativo di creare stabilit&agrave; presunta.<br />
<br />
Date tali premesse, e anche a seguito dei forti sconvolgimenti sui mercati finanziari verso la fine del primo trimestre 2011, sono ancora da preferire investimenti a carattere reale. I valori reali offrono protezione dal crollo, per ora solo rinviato, di valori nominali sopravvalutati.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2011/3/23/michele-moor-bolla-indebitamento-ue.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2011-03-23T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Schiarite all’orizzonte]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[L’incertezza che ancora regna sui mercati finanziari fa oscillare il mondo politico-monetario fra timori di inflazione e ansie di deflazione. Il nuovo bollettino finanziario di Wegelin & Co. non dà credito al pericolo di deflazione e, in tema di andamento congiunturale, identifica tre motivazioni che inducono ad un cauto ottimismo. ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>L’incertezza che ancora regna sui mercati finanziari fa oscillare il mondo politico-monetario fra timori di inflazione e ansie di deflazione. Il nuovo bollettino finanziario di Wegelin & Co. non dà credito al pericolo di deflazione e, in tema di andamento congiunturale, identifica tre motivazioni che inducono ad un cauto ottimismo. </h3><p>Le nubi scure della crisi finanziaria non si sono ancora dissolte, ma all&rsquo;orizzonte &egrave; possibile intravvedere tre schiarite. Nonostante gli errori macropolitici dei governi, molte imprese reagiscono in modo flessibile. Grazie a innovazione e investimenti esse sono in grado, nonostante condizioni quadro sfavorevoli, di raggiungere ottimi risultati di produttivit&agrave;. Prezzi al ribasso non sono quindi sinonimo di andamento economico a ritroso.</p>
<div>In secondo luogo, il progresso tecnologico ha reso possibile una rivoluzione nel campo dell&rsquo;informazione, portando conoscenze pionieristiche in ambito microbiologico e ad un controllo completamente automatizzato dei processi; innovazioni, queste, che hanno enormemente accresciuto i margini di manovra individuali. Il trasferimento della creazione di valore a livello del singolo e i guadagni in termini di efficienza dovrebbero ripercuotersi sui risultati e dare slancio all&rsquo;economia.</div>
<div>In terza istanza,</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>il mondo sembra aver imparato, almeno per ora, ad affrontare il problema dei grandi rischi. Un panico generalizzato e paralizzante ha ceduto il posto ad un timore quantificabile; grandi perdite prevedibili sono ora iscritte a bilancio. I corsi dei Credit Default Swaps sono in grado di fornire informazioni attendibili sugli stati indebitati senza farsi disorientare dalle rigide affermazioni dei politici. Ci&ograve; che ancora manca &egrave; un&rsquo;assicurazione sul rischio di credito per la previdenza individuale, per la vecchiaia e per quella sanitaria, uno dei maggiori &ldquo;punti di domanda&rdquo; del futuro.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;autore del bollettino finanziario, il dottor Konrad Hummler, raccomanda agli investitori di non farsi spaventare dal fantasma della deflazione e di continuare a dare la precedenza alle azioni rispetto alle obbligazioni nei propri portafogli, optando per un&rsquo;ampia diversificazione globale di paesi e settori; azioni valide e vantaggiose sono in grado di compensare in tempi relativamente brevi le perdite monetarie subite.</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2010/10/6/michele-moor-schiarite-orizzonte.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2010-10-06T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Il Ticino e il Consiglio federale]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[In questi giorni si parla e si scrive regolarmente delle prossime votazioni per il Consiglio federale. Nel nostro Cantone si auspica da più parte l'elezione di un ticinese in seno all'esecutivo nazionale;  per ora, l'unico candidato sembra essere il dottor Ignazio Cassis, che conosco personalmente e che apprezzo per le sue qualità.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>In questi giorni si parla e si scrive regolarmente delle prossime votazioni per il Consiglio federale. Nel nostro Cantone si auspica da più parte l'elezione di un ticinese in seno all'esecutivo nazionale;  per ora, l'unico candidato sembra essere il dottor Ignazio Cassis, che conosco personalmente e che apprezzo per le sue qualità.</h3><div>
<p>Tuttavia mi sembra che le intenzioni del Parlamento siano altre e che anche questa volta non vedremo un ticinese in Consiglio federale.</p>
<p>Se questo collegio non sar&agrave; allargato a nove membri, come &egrave; stato recentemente proposto da diversi politici ticinesi, &egrave; poco probabile che, nel breve periodo, i partiti storici ticinesi (PLR, PDC e PS) possano veder eletto un proprio rappresentante; questi ultimi, infatti, a livello nazionale hanno rinnovato di recente i propri delegati, per cui lo spazio di manovra appare oggettivamente ridotto. Il PLR avr&agrave; presto un nuovo rappresentante che andr&agrave; ad aggiungersi ad uno appena eletto (il Consigliere federale Didier Burkhalter) e non penso che nei prossimi anni modificher&agrave; questa situazione. Il PDC ha nominato poco fa la Consigliera federale Doris Leuthard, anche lei ancora giovane, che sta eseguendo un buon lavoro: &egrave; poco probabile che venga sostituita a breve termine. Il PS si appresta a sostituire il Consigliere federale Moritz Leuenberger e potrebbe, in un prossimo futuro, sostituire anche la Consigliera federale Micheline Calmy-Rey. &Egrave; tuttavia poco credibile che emerga in Ticino un giovane candidato del PS valido, in grado di potersi imporre nelle prossime elezioni all'interno del Consiglio federale.<br />
<br />
L'unico partito che, se confermer&agrave; i risultati ottenuti nel recente passato, potr&agrave; rivendicare cambiamenti in seno al Consiglio federale &egrave; quindi l'UDC, partito che fino ad oggi ha riscontrato un modesto successo elettorale in Ticino, ma probabilmente l'unico che permetterebbe al nostro Cantone di avere un proprio Consigliere federale entro fine 2011. <br />
<br />
Diventano quindi importanti le prossime elezioni federali che si svolgeranno nell'autunno dell'anno prossimo e diventano di altrettanto fondamentale importanza le scelte che in questo ambito far&agrave; l'UDC: probabilmente solo un parlamentare UDC potrebbe ridare in tempi brevi al Ticino quel posto in Consiglio federale che la costituzione, in fin dei conti, gli vorrebbe garantire.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2010/8/28/il-ticino-e-il-consiglio-federale.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2010-08-28T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Rigore etico e fiducia offrono vantaggi economici]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[L’inefficienza economica è il tratto distintivo di molte delle imprese quotate in borsa. Il Bollettino finanziario di Wegelin & Co. individua un grande potenziale di crescita nell’ottimizzazione organizzativa d’impresa, in particolare nelle strutture d’incentivazione interna. Con l’avanzare di imprese “orientate ai valori” si offre un’alternativa al dominante “modello del CEO”e si creano nuove possibilità.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>L’inefficienza economica è il tratto distintivo di molte delle imprese quotate in borsa. Il Bollettino finanziario di Wegelin & Co. individua un grande potenziale di crescita nell’ottimizzazione organizzativa d’impresa, in particolare nelle strutture d’incentivazione interna. Con l’avanzare di imprese “orientate ai valori” si offre un’alternativa al dominante “modello del CEO”e si creano nuove possibilità.</h3><p>In futuro, gli investitori e gli analisti dovrebbero prendere decisioni d&rsquo;investimento tenendo maggiormente in considerazione la forma organizzativa e la cultura delle imprese. Queste ultime, infatti, sono in molti casi ben lontane dall&rsquo;&ldquo;optimum&rdquo; economico, in particolare perch&eacute; gestiscono la propria organizzazione tramite sistemi d&rsquo;incentivazione inadeguati e nocivi al proprio successo effettivo. L&rsquo;attuale Bollettino finanziario di Wegelin &amp; Co. prevede un grande potenziale di miglioramento, allorch&egrave; ai valori vissuti all&rsquo;interno delle realt&agrave; aziendali - quali rigore etico, fiducia ed empatia - si riconoscer&agrave; un effettivo valore economico.</p>
<div style="margin: 0cm 0cm 6pt">Contemporaneamente, grazie a questa constatazione e alla crescita di strutture alternative, viene messo in discussione anche il &ldquo;modello del CEO&rdquo;, ritenuto finora la migliore forma organizzativa. Le imprese &ldquo;orientate ai valori&rdquo;, dotate di sistemi d&rsquo;incentivazione poco complessi, basanti la propria fiducia su un personale selezionato con cura e gestite in modo decentralizzato, si assicurano un successo a lungo termine. Per gli investitori un cambiamento di paradigmi che pu&ograve; solo far piacere, visto che in molti settori dominano ancora organizzazioni puramente orientate all&rsquo;incentivo: in casi estremi si tratta di &ldquo;truppe di mercenari&rdquo; dove nessuno &egrave; disposto a fare nulla se non in cambio di soldi e che necessitano di un controllo continuo. L&rsquo;autore del Bollettino finanziario osserva come spesso questo tipo di incentivazioni non portino al raggiungimento dell&rsquo;&ldquo;optimum&rdquo;per l&rsquo;impresa, ma solo per un determinato gruppo. Come sottolinea il dottor Hummler, la scelta della forma organizzativa &egrave; di fondamentale importanza per la direzione generale di un&rsquo;impresa; egli mette inoltre in guardia da possibili caratteristiche non pi&ugrave; reversibili di modelli puramente orientati all&rsquo;incentivo.</div>
<p>Il Bollettino finanziario di Wegelin &amp; Co. suggerisce un cambiamento nel pensiero &ldquo;shareholder value&rdquo;, spesso equivocato e ridotto ad una massimizzazione del profitto a breve termine per i finanziatori. Con un approccio corretto, ovvero a lungo termine e con l&rsquo;aggiunta di una componente di rischio, si possono invece evitare allocazioni errate e rischi troppo elevati.</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2010/6/29/michele-moor-rigore-etico-fiducia-vantaggi-economici.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2010-06-29T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[E chi salva i salvatori?]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Nel migliore dei casi, il pacchetto da 110 miliardi di Euro varato a favore della Grecia può calmare i mercati e ridurre momentaneamente il rischio di contagio per altri paesi fiscalmente deboli. Sussiste tuttavia il grande pericolo che a medio termine questi problemi rimandati si ripresentino con grande impatto mettendo in discussione l’intera moneta euro. Il nuovo bollettino finanziario di Wegelin & Co. trova dei parallelismi nella crisi del sistema finanziario, paragona le rispettive soluzioni e ne deduce le implicazioni per gli investitori. ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Nel migliore dei casi, il pacchetto da 110 miliardi di Euro varato a favore della Grecia può calmare i mercati e ridurre momentaneamente il rischio di contagio per altri paesi fiscalmente deboli. Sussiste tuttavia il grande pericolo che a medio termine questi problemi rimandati si ripresentino con grande impatto mettendo in discussione l’intera moneta euro. Il nuovo bollettino finanziario di Wegelin & Co. trova dei parallelismi nella crisi del sistema finanziario, paragona le rispettive soluzioni e ne deduce le implicazioni per gli investitori. </h3><p>Nella parte analitica, l&rsquo;attuale Bollettino finanziario di Wegelin &amp; Co. richiama gli avvenimenti della crisi finanziaria dal 2007 al 2009. Vengono tracciati dei parallelismi tra l&rsquo;evitato fallimento del broker statunitense Bear Stearns nella primavera del 2008 e il non-fallimento della Grecia sostenuta dall&rsquo;UE. L&rsquo;intervento a favore di Bear Stearns calm&ograve; i mercati solo momentaneamente. Nell&rsquo;autunno del 2008 segu&igrave; la catastrofe Lehman che port&ograve; quasi ad un collasso globale del sistema finanziario. Furono necessarie forti misure di salvataggio con conseguenze disastrose per i bilanci statali. Wegelin &amp; Co. teme che una situazione analoga possa venire a crearsi con il salvataggio della Grecia. Se dovessero alimentarsi i dubbi sull&rsquo;insolvenza di grandi stati membri come Spagna o Italia, la cui situazione di bilancio sembra gi&agrave; oggi non essere migliore di quella della Grecia, un&rsquo;enorme catastrofe minaccerebbe Eurolandia. A differenza della crisi del sistema finanziario, Eurolandia non avr&agrave; a disposizione un donatore per eccellenza. Il &ldquo;danno&rdquo; stimato da Wegelin &amp; Co. di 1 bilione di euro, in caso di fallimento di stati membri finanziariamente deboli, sarebbe difficile da assorbire. &ldquo;Gli aiuti alla Grecia creano un potenziale di distruzione dell&rsquo;euro&rdquo;, osserva il dottor Konrad Hummler. &ldquo;E chi salva i salvatori?&rdquo; &egrave; la domanda opprimente che ne risulta.</p>
<div>L&rsquo;autore sostiene che, senza un risanamento, un ritorno alla normalit&agrave; non &egrave; possibile, perch&eacute; attraverso il pacchetto d&rsquo;aiuto per la Grecia vengono nuovamente protetti i creditori. Le vittime sono i contribuenti europei. Inoltre, il mercato subisce nuovamente forti distorsioni perch&eacute; il bailout per i creditori ha come conseguenza premi di rischio troppo bassi. Wegelin &amp; Co. raccomanda agli investitori di continuare a diffidare dai valori nominali che si basano sulla bolla dei debiti. Quale alternativa consiglia di scambiare la presunta sicurezza con l&rsquo;insicurezza esplicita, mantenendo per esempio le azioni ad alto rendimento al posto di obbligazioni con rendimenti storicamente bassi.</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2010/5/5/michele-moor-salva-salvatori.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2010-05-05T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Non tutte le associazioni sono uguali]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Negli ultimi mesi sono nate in Ticino diverse associazioni. I media ne hanno parlato molto, facendo di ogni erba un fascio.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Negli ultimi mesi sono nate in Ticino diverse associazioni. I media ne hanno parlato molto, facendo di ogni erba un fascio.</h3><p>Tuttavia, esse non sono tutte uguali e, se se ne &egrave; parlato, &egrave; soprattutto perch&eacute; all&rsquo;interno dei partiti storici, in crisi da ormai diverso tempo, si profilano sempre pi&ugrave; differenti correnti interne: la creazione di associazioni che le rappresentano &egrave; un tema di interesse cantonale, soprattutto in vista delle prossime elezioni federali, cantonali e comunali.</p>
<p>Suscitando meno reazioni da parte dell&rsquo;opinione pubblica, sono nate anche associazioni con scopi differenti, che nulla hanno a che fare con la vita dei partiti o con gli appuntamenti elettorali. Mi sembra comunque chiaro che, se vengono costituite differenti associazioni, una parte dei cittadini interessati alla cosa pubblica ha evidentemente perso fiducia nel sistema politico, che spesso non rappresenta la volont&agrave; della maggioranza della popolazione.</p>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">Una di queste &egrave; l&rsquo;Associazione Societ&agrave; Civile della Svizzera Italiana (ASCSI), associazione che ho il piacere di presiedere. Il termine &ldquo;societ&agrave; civile&rdquo; designa la societ&agrave; considerata dal punto di vista delle sue articolazioni associative, del mondo del lavoro, delle professioni e simili, in alternativa all&rsquo;ambito della politica, degli incarichi pubblici e degli apparati di partito.</div>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">Lo scopo di questa associazione &egrave; partecipare allo sviluppo della societ&agrave; civile della Svizzera italiana, contribuendo alla sua formazione culturale, politica, sociale ed economica, promuovendo il dialogo, stimolando la riflessione e proponendo per i problemi affrontati soluzioni adeguate e realizzabili.</div>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">Il comitato dell&rsquo;associazione &egrave; composto da uomini e donne ticinesi senza un comun denominatore politico, che militano in diversi partiti, ma che sono uniti dalla convinzione che nella societ&agrave; democratica moderna sia indispensabile saper discutere e portare avanti dei progetti in modo filosoficamente liberale. Queste persone sono inoltre consapevoli che, per affrontare problemi con i quali la nostra societ&agrave; &egrave; quotidianamente confrontata, non basta il sistema politico basato sui partiti, ma &egrave; necessario che uomini e donne che compongono la societ&agrave; civile intesa cos&igrave; come descritta sopra collaborino tra di loro indipendentemente dalla loro convinzione politica.</div>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">Il comitato dell&rsquo;Associazione Societ&agrave; Civile della Svizzera Italiana si prefigge innanzitutto di affrontare temi di attualit&agrave;. Inoltre vuole approfondire, con studi mirati, temi che reputa di importanza cantonale. I primi tre argomenti scelti sono il rapporto tra scuola e societ&agrave;, il rapporto tra media e societ&agrave; e il futuro della piazza finanziaria ticinese. Ognuno di questi temi viene analizzato in modo obiettivo e scientifico e i risultati di questa analisi saranno presentati al pubblico nell&rsquo;ambito di specifici seminari.</div>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di contribuire, con una critica costruttiva, a migliorare la societ&agrave; civile della Svizzera italiana.</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2010/5/3/michele-moor-associazioni-uguali.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2010-05-03T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Opzioni strategiche per un primo della classe ben poco amato]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Mentre le lacune strutturali di Eurolandia diventano sempre più evidenti e l’Unione Europea rischia di diventare una comunità forzata, la Svizzera, piccolo stato benestante ubicato al centro, è sotto pressione. Ci si chiede se e come il primo della classe, che non ha alcun potere, sia in grado di sopravvivere in uno scenario estremo.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Mentre le lacune strutturali di Eurolandia diventano sempre più evidenti e l’Unione Europea rischia di diventare una comunità forzata, la Svizzera, piccolo stato benestante ubicato al centro, è sotto pressione. Ci si chiede se e come il primo della classe, che non ha alcun potere, sia in grado di sopravvivere in uno scenario estremo.</h3><p>Il bollettino finanziario di Wegelin &amp; Co. analizza quattro opzioni strategiche per la Svizzera, un &ldquo;primo della classe&rdquo; che &egrave; tuttavia debole e poco amato: &ldquo;grande fratello&rdquo;, &ldquo;join-them&rdquo;, &ldquo;cambio di istituto&rdquo; e &ldquo;interazione intelligente&rdquo;. L&rsquo;autore, il dottor Konrad Hummler, propende per quest&rsquo;ultima opzione. &ldquo;L&rsquo;interazione intelligente&rdquo; &egrave; complessa, dispendiosa e richiede alla Svizzera la capacit&agrave; di mettere in gioco i suoi vantaggi complementari, di creare situazioni win-win ed eliminare gradualmente inutili dipendenze.</p>
<p>Per quanto riguarda le finanze statali, l&rsquo;indebitamento, la disoccupazione, le aliquote fiscali e numerosi soft factors, la Svizzera &egrave; una nazione benchmark e corre il pericolo di diventare bersaglio dell&rsquo;invidia e dello scontento dell&rsquo;Europa intera. Questo successo relativo, ma evidente, rischia di trasformarsi in un tallone d&rsquo;Achille strategico, soprattutto per quanto riguarda la discrepanza economica e sociale nei confronti della vicina Eurolandia, che continua ad aumentare, privando contemporaneamente di ogni potere il piccolo paese alpino.</p>
<div>La pressione si intensificher&agrave;: in base ai piani sollecitati dal presidente della Commissione UE Barroso ed elaborati dall&rsquo;ex commissario del mercato interno Monti, dal finto idillio europeo verr&agrave; a crearsi una comunit&agrave; forzata, caratterizzata da manovre fiscali anti crescita e da un&rsquo;erosione della competitivit&agrave; globale. Allo stato attuale, l&rsquo;Unione Europea non riuscirebbe a superare tale ristrutturazione: il risultato sarebbe decadenza o coazione. <br />
I segnali dello stato d&rsquo;animo dei cittadini dell&rsquo;Unione Europea si rispecchiano nelle cifre d&rsquo;immigrazione in Svizzera.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il dottor Konrad Hummler raccomanda agli investitori e ai politici di prendere sul serio questo scenario estremo, dato che il passaggio dell&rsquo;Unione Europea verso una comunit&agrave; forzata &egrave; ora pi&ugrave; che mai probabile. Gli investitori farebbero bene ad immaginare gli scenari pi&ugrave; incredibili e a creare, in base ai propri calcoli, delle &ldquo;scorte d&rsquo;emergenza&rdquo; per eventuali catastrofi, ovvero a posizionare in modo adeguato una parte del patrimonio. Sarebbe inoltre opportuno, in teoria come in pratica, separare questo elemento del patrimonio dal normale portafoglio.</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2010/3/26/michele-moor-opzioni-strategia-primo-classe-poco-amato.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2010-03-26T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Riduzione dell’indebitamento: un’impresa ardua e rischiosa]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Mentre in Svizzera sussiste la necessità di un cambiamento, soprattutto nelle strutture delle grandi banche, gli stati troppo indebitati lottano per la loro credibilità quali creditori. I processi di risanamento di stati, settori economici e modelli commerciali sono segnati da rischi elevati ai quali non si possono sottrarre né le imprese né gli investitori privati. Il nuovo bollettino finanziario di Wegelin & Co. illustra la situazione di riordinamento dopo la crisi. Il vero filo conduttore degli anni a venire sarà la riduzione dell’enorme indebitamento.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Mentre in Svizzera sussiste la necessità di un cambiamento, soprattutto nelle strutture delle grandi banche, gli stati troppo indebitati lottano per la loro credibilità quali creditori. I processi di risanamento di stati, settori economici e modelli commerciali sono segnati da rischi elevati ai quali non si possono sottrarre né le imprese né gli investitori privati. Il nuovo bollettino finanziario di Wegelin & Co. illustra la situazione di riordinamento dopo la crisi. Il vero filo conduttore degli anni a venire sarà la riduzione dell’enorme indebitamento.</h3><p>La situazione negli Stati Uniti &egrave; pi&ugrave; drammatica di quanto ipotizzato finora. Preoccupanti sono l&rsquo;indebitamento statale rispetto al PIL, l&rsquo;inevitabile ulteriore indebitamento e la constatazione che i problemi sono di natura strutturale. Considerando che circa un terzo del debito statale&egrave; finanziato attraverso istituzioni vicine allo stato, lo spazio di manovra fiscale degli americani &egrave; ancora pi&ugrave; limitato. Se le entrate dovessero risultare insufficienti o i tassi d&rsquo;interesse dovessero aumentare troppo poco, il sistema rischia di perdere il proprio equilibrio. Per il finanziamento sar&agrave; dunque decisiva la durata del periodo durante il quale i creditori riporranno la propria fiducia nel debitore statunitense.</p>
<div style="margin: 0cm 0cm 6pt">Al termine dell&rsquo;&rdquo;annus horribilis&rdquo; 2009, la politica svizzera ha riportato la piazza finanziaria nella giusta direzione. L&rsquo;autore del bollettino rimane fermo sulla strategia dei 4 pilastri: la garanzia di una riservatezza finanziaria come diritto fondamentale individuale, separando la componente fiscale da quella di base del segreto bancario; l&rsquo;esclusione della criminalizzazione retroattiva di clienti e banchieri; un&rsquo;alta flessibilit&agrave; e delle concessioni nel settore fiscale; e in cambio la richiesta di libert&agrave; di servizio per banche svizzere all&rsquo;estero. Per quanto riguarda il problema delle grandi banche &ldquo;too big to fail&rdquo;, sussiste tuttavia ancora necessit&agrave; d&rsquo;intervenire. Un cambiamento strutturale funzionale &egrave; inevitabile e le garanzie statali dovrebbero essere concesse unicamente alla parte pi&ugrave; rilevante per il sistema bancario.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 6pt">&ldquo;Ulteriori guadagni sono poco probabili, mentre altre perdite sono possibili&rdquo;, queste le previsioni per gli investitori nel settore a reddito fisso. Nella situazione attuale con tassi d&rsquo;interesse e anche premi di rischio molto bassi, i rischi sono di natura asimmetrica. Qualit&agrave; dei debitori, tassi d&rsquo;interesse, correlazioni monetarie e sicurezza giuridica sono temi ai quali si deve rivolgere particolare attenzione. In questa situazione d&rsquo;emergenza per gli investimenti, inoltre, non bisogna dimenticare le azioni, con le quali talvolta si pu&ograve; perdere, ma anche guadagnare.</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2010/1/22/michele-moor-riduzione-indebitamento-impresa-ardua-rischiosa.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2010-01-22T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Un anno di decisioni difficili]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Per illustrare gli attuali segnali contradditori sui mercati finanziari, il nuovo bollettino finanziario di Wegelin & Co. ha ideato tre scenari per l’anno a venire: la “piacevole L inclinata”, l’“abisso rosso” e la “ripresa dell’est”. Nella consapevolezza che le alternative si escludono a vicenda si possono intravvedere avvenimenti estremi negativi e dedurre conseguenze per l’attività d’investimento.&nbsp;&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Per illustrare gli attuali segnali contradditori sui mercati finanziari, il nuovo bollettino finanziario di Wegelin & Co. ha ideato tre scenari per l’anno a venire: la “piacevole L inclinata”, l’“abisso rosso” e la “ripresa dell’est”. Nella consapevolezza che le alternative si escludono a vicenda si possono intravvedere avvenimenti estremi negativi e dedurre conseguenze per l’attività d’investimento.&nbsp;&nbsp;</h3><p>Lo scenario &ldquo;piacevole L inclinata&rdquo;, chiamato anche scenario normale, parte dal presupposto di un avanzamento degli sviluppi del 2009 verso un futuro migliore. A seguito di un elevato indebitamento del sistema bancario, le distorsioni vengono corrette dalla recessione mondiale. Ci&ograve; premesso, tuttavia, la struttura di base dell&rsquo;economia rimane praticamente invariata. La bilancia tra la varie potenze economiche si sposta in modo impercettibile e il sistema bancario approfitta dell&rsquo;incessante politica dei bassi tassi d&rsquo;interesse e dell&rsquo;eccessiva liquidit&agrave; delle banche centrali.</p>
<div>Notevolmente pi&ugrave; pessimistico sembra essere il secondo scenario de &ldquo;l&rsquo;abisso rosso&rdquo;. Una spirale della rovina, ingeneratasi a seguito dell&rsquo;indebitamento delle nazioni occidentali, ed accelerata da errori politici, ovvero: le misure di rilancio rivelatesi investimenti errati, gli ulteriori fallimenti in Europa e negli USA e la pressione, in costante aumento, dell&rsquo;opinione pubblica sull&rsquo;economia. La Cina allo stesso tempo vive una crisi politica interna che a sua volta porta all&rsquo;instabilit&agrave; sociale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La ripresa dell&rsquo;est, quale terzo scenario, porta ad uno spostamento dei poteri globali. Il lancio di un&rsquo;alternativa asiatica al dollaro statunitense, lo smantellamento da parte dell&rsquo;India degli ostacoli commerciali interni e il suo ruolo pionieristico nell&rsquo;ondata d&rsquo;innovazione, in Cina un ceto medio in forte crescita e un aumento del consumo, e paesi confinanti e non che approfittano della ripresa cinese portando ad una stabilit&agrave; dell&rsquo;est che sembra essere sostenibile, mentre l&rsquo;Europa e gli USA lottano contro un nuovo crollo congiunturale.</div>
<div><br />
Da diverso tempo sui mercati finanziari si possono osservare fenomeni che di rado si presentano contemporaneamente: corsi azionari al rialzo, rendimenti obbligazionari al ribasso e prezzo dell&rsquo;oro in forte risalita. Si aggiungono divergenze tra i sondaggi sulla situazione economica e dati di fatto come la disoccupazione, l&rsquo;edilizia e il consumo. Grazie a tre scenari, il bollettino finanziario di Wegelin &amp; Co. canalizza la momentanea perplessit&agrave; sui mercati finanziari e ne trae delle conseguenze per l&rsquo;attivit&agrave; d&rsquo;investimento. Siamo alle porte di un anno di decisioni difficili.<br />
&nbsp;</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>&nbsp;</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2009/12/13/michele-moor-anno-decisioni-difficili.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2009-12-13T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Un'amnistia fiscale italiana diversa dalle precedenti]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[In questi giorni si parla molto dell’amnistia fiscale italiana in corso, anche perché, per diversi motivi, è diversa da quelle che l'hanno preceduta.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>In questi giorni si parla molto dell’amnistia fiscale italiana in corso, anche perché, per diversi motivi, è diversa da quelle che l'hanno preceduta.</h3><p>Primo. La situazione politica internazionale &egrave; cambiata radicalmente rispetto a qualche anno fa, quando l&rsquo;Italia ha proposto la prima e la seconda amnistia fiscale. In particolare, la posizione della Svizzera &egrave; molto pi&ugrave; debole, non da ultimo per colpa di una politica estera che negli ultimi anni si &egrave; allontanata sempre pi&ugrave; da quelle che sono state storicamente le sue peculiarit&agrave; positive. Ne risente in particolare la credibilit&agrave; della Svizzera. Per esempio con la Libia.<br />
<br />
Secondo. Di conseguenza, ma anche perch&eacute; colta spesso impreparata, la Svizzera subisce sempre pi&ugrave; &ldquo;la legge del pi&ugrave; forte&rdquo;, che in ambito internazionale significa piegarsi alle volont&agrave; di stati pi&ugrave; grandi. Cosa che la Svizzera, considerate le sue dimensioni, deve evidentemente fare sovente. Per esempio con gli Stati Uniti.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm 0pt" class="MsoNormal">Terzo. Il sistema bancario svizzero, pur non essendo cambiato nella sostanza, appare meno solido. In particolare le grandi banche (CS e UBS) hanno assunto un ruolo e una dimensione troppo importanti e non rispettano regole fino a poco tempo fa comunemente ben accettate. Per esempio la presenza di ex-dipendenti UBS ai vertici della FINMA.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm 0pt" class="MsoNormal">Quarto. Proprio le due grandi banche, per raggiungere dimensioni che si stanno rivelando strategicamente sbagliate, si addentrano in mercati non di loro competenza, che non conoscono bene, in particolare per quel che concerne le regole, mettendo a repentaglio lo stato di diritto svizzero. Per esempio l&rsquo;UBS negli Stati Uniti.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm 0pt" class="MsoNormal">Quanto esposto sembra molto internazionale e molto lontano, ma, nell&rsquo;era dell'economia globalizzata e dell&rsquo;informazione immediata, influenza in modo importante anche quanto sta accadendo in Ticino.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm 0pt" class="MsoNormal">Non so quanto valga la pena cercare di capire chi siano i responsabili di questa situazione. Certo &egrave; che il Consiglio Federale, e con lui una parte della classe politica a tutti i livelli istituzionali, non ha una visione strategica, nel caso specifico in ambito economico finanziario. Quanto avviene in questo momento riguardo all'amnistia fiscale italiana in corso non fa eccezione: si son fatti cogliere impreparati associazioni e governi, sia a livello cantonale che a livello federale.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm 0pt" class="MsoNormal">Anche la reazione, forse buona ma tardiva, del Consigliere federale Merz non fa eccezione: &egrave; stata presa, come altre in precedenza, in modo unilaterale, senza informare i colleghi Consiglieri federali, dai quali ora rischia di non ottenere l&rsquo;appoggio.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm 0pt" class="MsoNormal">Probabilmente la &ldquo;battaglia&rdquo; in corso tra Svizzera e Italia in ambito bancario &egrave;, come quella di qualche mese fa tra Svizzera e Germania, soprattutto una &quot;battaglia&quot; mediatica. Se cos&igrave; fosse, questa &ldquo;battaglia&rdquo; la Svizzera l&rsquo;ha gi&agrave; persa da un pezzo.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm 0pt" class="MsoNormal">Non per questo per&ograve; la Svizzera, e in particolare il Ticino, che subir&agrave; indubbiamente le conseguenze di questa sconfitta, perder&agrave; la &ldquo;guerra&rdquo;. Ma se non la perder&agrave;, sar&agrave; solo grazie alla qualit&agrave; che contraddistingue, anche in ambito internazionale, tutti quei ticinesi e quelle ticinesi che operano in ambito bancario; e all'impegno di pochi politici e pochi partiti politici che si sono mossi per tempo per difendere i loro interessi.</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2009/11/6/michele-moor-amnistia-fiscale-italiana-diversa-precedenti-.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2009-11-06T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Sorprendente capacità d'adattamento delle imprese]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Nell’attuale situazione economica e finanziaria, tra gli investitori regna ancora grande insicurezza. Stando all’ultimo bollettino finanziario di Wegelin & Co., nella valutazione dei mercati azionari entrano in gioco numerosi aspetti positivi e negativi che nella migliore delle ipotesi portano ad un pareggio. A fronte di rischi evidenti, vi sono semplici speranze. Ciò porta a raccomandare di ridurre i rischi o uscire in modo controllato dalle posizioni azionarie: solo uno sguardo alle imprese giustifica un certo ottimismo.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Nell’attuale situazione economica e finanziaria, tra gli investitori regna ancora grande insicurezza. Stando all’ultimo bollettino finanziario di Wegelin & Co., nella valutazione dei mercati azionari entrano in gioco numerosi aspetti positivi e negativi che nella migliore delle ipotesi portano ad un pareggio. A fronte di rischi evidenti, vi sono semplici speranze. Ciò porta a raccomandare di ridurre i rischi o uscire in modo controllato dalle posizioni azionarie: solo uno sguardo alle imprese giustifica un certo ottimismo.</h3><p>Le imprese sono in grado di adattarsi molto rapidamente a nuove situazioni. Questo grazie a riduzioni di capacit&agrave; e a misure in grado di incrementare la produttivit&agrave;. Se osserviamo gli stock, per esempio, constatiamo che in seguito allo scoppio della crisi si sono potute ridurre le capacit&agrave; in tempi brevissimi.<br />
L&rsquo;ipotesi che, per molto tempo ancora, esista un eccesso di capacit&agrave; (&ldquo;Output Gap&rdquo;) non &egrave; cos&igrave; sostenibile. Inoltre, vediamo che agli individui del mondo globalizzato odierno si aprono possibilit&agrave; di sviluppo, di adattamento e di innovazione quasi illimitate: una differenza fondamentale rispetto alla situazione degli anni Trenta. Questa capacit&agrave; di adattamento e di resistenza delle imprese e degli individui in un&rsquo;economia di mercato viene spesso dimenticata nelle analisi. Tuttavia &egrave; il motivo determinante per essere prudentemente ottimisti. La performance delle imprese degli ultimi mesi, da considerare positiva, &egrave; un indizio del fatto che le aspettative future che emergono dal livello dei corsi attuali non sono esagerate.</p>
<p>Un&rsquo;analisi al solo livello macroeconomico non &egrave; sufficiente per una valutazione positiva. I pericoli venutisi a creare negli ultimi mesi sono troppo elevati. Sul fronte dei rischi abbiamo: un forte peggioramento dell&rsquo;indebitamento della mano pubblica, aiuti statali ad imprese insolventi - dove lo stato cade in una trappola di complessit&agrave; - insicurezze politico-monetarie e una nuova smania di regolamentazione da parte della politica. Per quanto riguarda invece le opportunit&agrave; troviamo: una relativa stabilizzazione del mercato immobiliare statunitense e dell&rsquo;attivit&agrave; interbancaria, l&rsquo;eliminazione del rischio immediato di fallimento e la curva positiva dei tassi d&rsquo;interesse. Il fatto che a livello mondiale ci siano ancora enormi quantit&agrave; di liquidit&agrave; sui conti, che presto o tardi potrebbero immettersi sui mercati, pu&ograve; avere ulteriori effetti positivi sulle azioni. L&rsquo;elemento decisivo sar&agrave; per&ograve; in che misura il settore privato sapr&agrave; trovare la via d&rsquo;uscita dalla recessione attraverso l&rsquo;attivit&agrave; d&rsquo;investimento.<br />
&nbsp;</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2009/10/12/michele-moor-capacita-adattamento-imprese.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2009-10-12T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Goodbye America]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Wegelin & Co. pianifica un’ampia ritirata dal mercato dei capitali americano. L’inasprimento del regime QI e l’estensione dell’imposta di successione previsti dal governo statunitense pongono le banche di tutto il mondo di fronte a problemi insuperabili e a una forte insicurezza giuridica. Stando alla dichiarazione del dott. Konrad Hummler, socio accomandatario della banca privata, “questa situazione è insostenibile”. Il governo di quella che è stata l’economia di mercato più vitale al mondo, palesemente ignora il suo tallone d’Achille e commette errori allarmanti.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Wegelin & Co. pianifica un’ampia ritirata dal mercato dei capitali americano. L’inasprimento del regime QI e l’estensione dell’imposta di successione previsti dal governo statunitense pongono le banche di tutto il mondo di fronte a problemi insuperabili e a una forte insicurezza giuridica. Stando alla dichiarazione del dott. Konrad Hummler, socio accomandatario della banca privata, “questa situazione è insostenibile”. Il governo di quella che è stata l’economia di mercato più vitale al mondo, palesemente ignora il suo tallone d’Achille e commette errori allarmanti.</h3><p>Il modello commerciale della gestione patrimoniale transfrontaliera dev&rsquo;essere rivisto, perlomeno per quanto riguarda le &ldquo;US Persons&rdquo;. Il governo Obama non intende solo eliminare tutti i possibili rifugi fiscali per i cittadini americani, ma sta preparando un&rsquo;importante estensione dell&rsquo;obbligo fiscale anche per i non-americani. Innanzitutto, la revisione dell&rsquo;Accordo sul &ldquo;Qualified Intermediary&rdquo; porta a rischi giuridici insostenibili per le banche svizzere. Nella funzione di &ldquo;longa manus del fisco americano&rdquo; dovrebbero essere in grado di riconoscere chi sia imponibile negli Stati Uniti: un&rsquo;impresa impossibile, vista la definizione molto vaga e praticamente sconfinata dell&rsquo;effettivo obbligo fiscale. In futuro dovranno passare alla cassa per l&rsquo;imposta di successione americana (&ldquo;Estate Tax&rdquo;) non solo i cittadini americani, bens&igrave; anche gli stranieri. L&rsquo;unica condizione &egrave; il possesso di un titolo americano nel proprio portafoglio. Questo significa che un cliente da &ldquo;non US Person&rdquo; pu&ograve; diventare &ldquo;US Person&rdquo; in modo praticamente impercettibile. Il pericolo di una dichiarazione errata senza colpa da parte delle banche nei confronti dell&rsquo;IRS diventerebbe troppo grande.</p>
<p>La decisione di consigliare ai clienti l&rsquo;uscita da tutti i titoli americani si basa anche sulla constatazione che gli USA sopravvalutano a dismisura l&rsquo;attrattiva della propria piazza finanziaria. Cos&igrave;, secondo Konrad Hummler, il governo Obama commette un errore d&rsquo;impostazione fondamentale: non riconosce che il suo problema di fondo, in seguito all&rsquo;enorme bisogno di capitale, risiede nel finanziamento. Oltre all&rsquo;ampiezza dell&rsquo;indebitamento totale (fino al 600% del PIL!), il bollettino finanziario sottolinea lo spaventoso &ldquo;finanziamento proprio&rdquo; USA: la mano pubblica, altamente indebitata, &egrave; contemporaneamente debitore e creditore.&nbsp; Le fonti tradizionali di finanziamento si stanno prosciugando e la banca centrale si vede attualmente costretta ad acquistare la met&agrave; di tutte le obbligazioni di nuova emissione. Le presenti misure di salvataggio da parte della banca centrale comportano un pericolo d&rsquo;inflazione; i dubbi sul dollaro americano crescono. Insieme con la constatazione di uno stato che interviene per mantenere le strutture esistenti, e che oltretutto segue una politica ostile alle imprese, si sta delineando l&rsquo;immagine di una potenza mondiale sempre meno attrattiva, con montagne di debiti e problemi. <br />
&nbsp;</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2009/8/27/michele-moor-goodbye-america.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2009-08-27T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Stati sotto stress]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Gli stati diventano un pericolo per la libera circolazione di capitale. Nell'attuale situazione di stress, come conseguenza della crisi finanziaria, gli stati assumono una tendenza sempre più aggressiva: attaccano altri stati o addirittura i propri cittadini e violano i principi di diritto internazionale con lo scopo di riguadagnare il controllo sui flussi di capitale. ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Gli stati diventano un pericolo per la libera circolazione di capitale. Nell'attuale situazione di stress, come conseguenza della crisi finanziaria, gli stati assumono una tendenza sempre più aggressiva: attaccano altri stati o addirittura i propri cittadini e violano i principi di diritto internazionale con lo scopo di riguadagnare il controllo sui flussi di capitale. </h3><p>Le piazze finanziarie internazionali come la Svizzera vengono messe alle strette.&nbsp;Si consiglia un &ldquo;punto di ritrovo&rdquo; strategicamente ben definito con lo scopo di proteggere ed estendere la gestione patrimoniale oltre confine per salvaguardare la libera circolazione del capitale mondiale.<br />
La fiducia nei meccanismi di mercato &egrave; calata e i sistemi politici sfruttano la crisi per creare protezionismo di capitale. Questo controllo e la riconduzione dei mezzi finanziari nel proprio ambito d'influenza sono contrari alla gestione patrimoniale oltre confine attualmente praticata sulle piazze finanziarie. Tuttavia, a causa della prevalenza della libera circolazione del capitale, al pi&ugrave; tardi entro tre o cinque anni, il pendolo dovrebbe nuovamente oscillare a favore del mercato. Di fronte a tale retroscena&nbsp;si consiglia urgentemente alla Svizzera di definire delle direttive strategiche per un &quot;punto di ritrovo&quot;: sulla componente fiscale del segreto bancario; in merito alla componente fiscale del segreto bancario si potrebbe condurre delle trattative nell'ambito di un'imposta alla fonte equivalente, ma anonima. La tutela della privacy e l'esclusione di una criminalizzazione retroattiva dovrebbero per&ograve; rimanere garantite. Contemporaneamente sarebbe da esigere in cambio una completa libert&agrave; di servizi per le banche svizzere all'estero. Tramite un ritiro regolamentato in un &quot;punto di ritrovo&quot; strategicamente definito, la Svizzera mostrerebbe le sue chiare intenzioni e in tal modo riacquisterebbe la capacit&agrave; di imporre i propri obiettivi.<br />
Lo stress degli ultimi mesi &egrave; apparentemente passato dalle banche ai sistemi politici. Lo dimostra l'ultimo aumento degli interessi a lungo termine. Un impressionante servizio di debiti e una complessit&agrave; dei compiti statali, che si estende sempre pi&ugrave; velocemente, sono diventati una morsa stressante. Perci&ograve; gli stati, con un &quot;presentimento di fallimento&quot;, diventono essi stessi un pericolo del sistema. Si osserva un atteggiamento sempre pi&ugrave; aggressivo: un presidente di stato d&agrave; ordini al suo parlamento per decreto (Francia), la sfera d'influenza fiscale viene estesa all'estero in una campagna egemonica (USA) ed organizzazioni internazionali rivendicano un nuovo diritto nonostante manchi una legittimit&agrave; democratica e contratti validi (OCSE).<br />
&nbsp;</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2009/7/8/michele-moor-stati-stress-economia.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2009-07-08T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[La vita oltre la crisi]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Da mesi il panorama mediatico è dominato quasi esclusivamente dalla crisi finanziaria ed economica. Nelle ultime settimane sembra però che l’orizzonte dei mercati finanziari si stia schiarendo.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Da mesi il panorama mediatico è dominato quasi esclusivamente dalla crisi finanziaria ed economica. Nelle ultime settimane sembra però che l’orizzonte dei mercati finanziari si stia schiarendo.</h3><p>Il nuovo bollettino finanziario di Wegelin &amp; Co. tratta i motivi dell&rsquo;ottimismo e descrive come le alternative nate dalla crisi possano diminuire in modo significativo l&rsquo;importanza del sistema bancario nell&rsquo;economia e nella politica.</p>
<p>Il nuovo ottimismo &egrave; dovuto soprattutto al fatto che i mercati ritengono meno probabile l&rsquo;insolvenza di una grande banca. Per il resto tuttavia, la situazione sembra non essere mutata realmente:</p>
<ul>
    <li>La crisi nell&rsquo;economia reale va oltre tutte le aspettative negative e peggiora colpendo il settore dei beni di consumo durevoli; si prevedono licenziamenti di massa.<br />
    &nbsp;</li>
    <li>I bilanci delle grandi banche si sono ampiamente liberati dalle ipoteche &ldquo;subprime&rdquo;, ma l&rsquo;esame vero e proprio non &egrave; ancora stato superato (&ldquo;alternative A&rdquo;, &ldquo;prime&rdquo;, ecc.).</li>
</ul>
<ul>
    <li>Le problematiche di pi&ugrave; grande rilievo sono state solamente trasferite dal sistema finanziario allo Stato e non effettivamente risolte.</li>
</ul>
<p>&Egrave; quindi possibile che abbiamo a che fare con un &ldquo;bear market rally&rdquo;. La storia tuttavia ci insegna che questo rally pu&ograve; durare anche diversi mesi e portare con s&eacute; rendimenti considerevoli.</p>
<p>La concentrazione monotematica sugli aspetti negativi della crisi, quotidianamente in prima pagina, offusca la visione di una realt&agrave; molto pi&ugrave; complessa che pu&ograve; portare anche sorprese positive. Infatti, con lo sguardo rivolto verso l&rsquo;economia reale, si possono riconoscere i primi segnali, ovvero che i grandi paesi dell&rsquo;Asia sembrano superare la crisi meglio e pi&ugrave; velocemente di quanto prospettato. Per quanto riguarda il sistema finanziario vi &egrave; la speranza che da parte di privati nasca inaspettatamente una concorrenza innovativa nei confronti del settore bancario che ormai dipende dalle sovvenzioni statali.</p>
<p>La crisi ha dimostrato definitivamente che il sistema finanziario, caratterizzato dallo Stato quale garante, ha diverse lacune e tende ad effettuare allocazioni estremamente errate. In internet, nel frattempo, si pu&ograve; trovare tutta una serie di piattaforme che escludono le banche dal loro ruolo di intermediatore finanziario e mettono direttamente in contatto&nbsp; creditori e debitori. Con ogni probabilit&agrave; anche i prodotti strutturati (&ldquo;cartolarizzazione&rdquo;) tanto demonizzati in questa crisi serviranno a questo scopo. Se questo dovesse riuscire, l&rsquo;importanza del sistema bancario nell&rsquo;economia e nella politica diminuirebbe molto. Questo sarebbe non solo pi&ugrave; efficiente, bens&igrave;, visto il grande peso di questo settore, anche decisamente auspicato.&nbsp;&nbsp;</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2009/5/20/michele-moor-economia4.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2009-05-20T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Gli stati del G20 dovrebbero ammettere il fallimento]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Gli stati del G20 si incontreranno ad inizio aprile per trovare delle soluzioni ad una crisi unica della finanza, dell’economia e dello stato. Per farle fronte in modo serio è essenziale un’analisi affidabile sulle sue cause. ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Gli stati del G20 si incontreranno ad inizio aprile per trovare delle soluzioni ad una crisi unica della finanza, dell’economia e dello stato. Per farle fronte in modo serio è essenziale un’analisi affidabile sulle sue cause. </h3><div>
<p>Esse non risiedono in una crisi di liquidit&agrave;, come a lungo ritenuto. Diversamente a quanto accadde negli Anni Trenta, si tratta piuttosto di una crisi di solvibilit&agrave;, perch&eacute; per decenni &egrave; stato concesso troppo credito: bisognerebbe ridurre del 30-50% le capacit&agrave; nel settore finanziario. Solamente quando si ammetter&agrave; senza riserve che certe strutture, &ldquo;salvate&rdquo; grazie ad iniezioni di liquidit&agrave; senza precedenti, sono debiti gonfiati senza valore, si potranno gettare le basi per un nuovo inizio.</p>
<p>Certo &egrave; che i primi mesi del nuovo presidente statunitense Obama hanno portato ulteriore scompiglio, anzich&eacute; chiarimento &ndash; come dimostra il comportamento dei mercati azionari, confuso e privo di una chiara tendenza.</p>
<p>Il problema non &egrave; da ricercare in un calo della domanda, che potrebbe essere fronteggiato tramite una politica d&rsquo;indebitamento. La vera e propria agenda dei G20 dovrebbe trattare le illusioni riguardanti il mercato immobiliare negli Stati Uniti, i problemi del settore finanziario mondiale, la situazione nell&rsquo;Europa dell&rsquo;Est, lo sbilancio commerciale USA-Cina, come pure la possibilmente inequivocabile allocazione del danno.<br />
Sarebbe quindi necessario:<br />
- un risanamento senza compromessi degli illusori e ritoccati bilanci delle banche e delle assicurazioni;<br />
- l&rsquo;integrazione della Cina nell&rsquo;economia mondiale (con una politica monetaria orientata al mercato);<br />
- l&rsquo;elaborazione di piani di riprivatizzazione di settori nazionalizzati;<br />
- la stipulazione di chiari obiettivi riguardanti un risanamento dei bilanci statali danneggiati.</p>
<p>Sar&agrave; decisivo minimizzare l&rsquo;insicurezza e definire la distribuzione degli oneri. Inoltre si dovr&agrave; chiarire se e in qual misura verr&agrave; condonato il debito ipotecario ai debitori del mercato immobiliare statunitense o se s&rsquo;insister&agrave; sulla sua riscossione, rispettivamente se i membri di Eurolandia che hanno fatto o faranno fallimento saranno salvati o estromessi dall&rsquo;unione monetaria.</p>
</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2009/3/24/michele-moor-economia3.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2009-03-24T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Esiste ancora un obbligo, nell'interesse di tutti]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Sicurezza significa benessere, almeno a tre livelli: innanzitutto benessere spirituale, in seguito fisico e infine economico. I tre livelli del benessere non sono scindibili. La sicurezza è quindi una condizione necessaria per il benessere della società, ma soprattutto di ogni singolo individuo. &nbsp;&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Sicurezza significa benessere, almeno a tre livelli: innanzitutto benessere spirituale, in seguito fisico e infine economico. I tre livelli del benessere non sono scindibili. La sicurezza è quindi una condizione necessaria per il benessere della società, ma soprattutto di ogni singolo individuo. &nbsp;&nbsp;</h3><p>Il tema della sicurezza, soprattutto fisica, &egrave; purtroppo di grande attualit&agrave;: a breve termine dobbiamo assolutamente impiegare le nostre risorse a favore della sicurezza fisica dell<span lang="DE-CH">&rsquo;</span><span lang="IT-CH">individuo. Il benessere fisico &egrave; particolarmente a rischio </span><span lang="DE-CH">&ndash;</span><span lang="IT-CH"> come purtroppo ci mostrano quotidianamente eventi tragici </span><span lang="DE-CH">&ndash;</span><span lang="IT-CH"> anche perch&eacute; la sicurezza limitrofa, quella dei singoli quartieri di molte citt&agrave; occidentali, malauguratamente perfino ticinesi, diminuisce rapidamente. Le forme di minaccia con le quali siamo confrontati quotidianamente sono sempre pi&ugrave; indefinite e sempre pi&ugrave; veloci. Risulta sempre pi&ugrave; difficile parlare di sicurezza interna e esterna di un paese, perch&eacute; il confine tra le due &egrave; sempre meno definibile e definito. Proprio per questo motivo anche l'esercito, tipico strumento della sicurezza esterna, della difesa a partire dal confine, &egrave; impiegato sempre pi&ugrave; spesso anche nell'ambito della sicurezza interna.</span></p>
<p align="justify">&quot;Gli uomini svizzeri sono obbligati al servizio militare. La legge prevede un servizio civile sostitutivo. Per le donne il servizio militare &egrave; volontario.&quot; recita l'articolo 59 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera. Il sistema dell'esercito di milizia prevede che ogni cittadino contribuisca alla sicurezza del paese, prestando servizio militare. Contrariamente a quanto si possa pensare, il sistema di milizia rimane attuale, perch&eacute; &egrave; l'unico in grado di tener conto delle particolarit&agrave; politiche, economiche, geografiche e culturali della Svizzera e perch&eacute; &egrave; l'unico che permette di coinvolgere direttamente o indirettamente tutta la popolazione per mantenere la sicurezza del paese.</p>
<p align="justify">Un articolo pubblicato mercoled&igrave; 11 febbraio 2009 dal Corriere del Ticino mi ha lasciato molto perplesso: un datore di lavoro ticinese ha intimato a un proprio dipendente impegnato nelle scorse settimane in un corso di ripetizione al WEF di Davos che, se non lasciava il militare e rientrava immediatamente al lavoro, lo avrebbe licenziato.</p>
<p align="justify">Il comportamento del datore di lavoro, oltre ad essere egoista, &egrave; chiaramente contrario alla Costituzione federale della Confederazione. Tutte le aziende che operano nel nostro paese approfittano dell'alto livello di sicurezza, raggiunto, mantenuto e tramandato dalle generazioni passate, grazie all'impegno di tutta la popolazione: l'obbligo previsto dall'articolo 59 &egrave; stato concepito nell'interesse di tutti, anche delle aziende.</p>
<p align="justify">Per lavorare bene, per produrre benessere, le aziende devono poter operare in un ambiente sicuro. Sar&agrave; cos&igrave; anche in futuro solo se tutti insieme, a tutti i livelli, sia come singoli cittadini, sia come aziende, continueremo a contribuire al mantenimento della sicurezza, sia prestando, sia lasciando prestare servizio nell'esercito di milizia.</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2009/2/17/michele-moor-esercito3.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2009-02-17T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Solo economia?]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Ci siamo abituati a prendere tutte le nostre decisioni basandoci su criteri puramente economici. Anche il prossimo fine settimana ci viene chiesto di prendere una decisione importante per il futuro del nostro paese solo per motivi economici.&nbsp;&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Ci siamo abituati a prendere tutte le nostre decisioni basandoci su criteri puramente economici. Anche il prossimo fine settimana ci viene chiesto di prendere una decisione importante per il futuro del nostro paese solo per motivi economici.&nbsp;&nbsp;</h3><p><span lang="IT">Personalmente, mi chiedo sempre pi&ugrave; spesso se sia giusto dare tanta importanza all<span lang="DE-CH">&rsquo;</span><span lang="IT">economia. Potrebbe sembrare strano che un banchiere si ponga questa domanda; lo faccio proprio perch&eacute; ho il privilegio di essere co-titolare di una banca privata e di trovarmi quindi mio malgrado profondamente immerso in quel settore, il finanziario, nel quale la crisi economica ha avuto il suo inizio e nel quale vanno pure ricercate le cause che l</span><span lang="DE-CH">&rsquo;</span><span lang="IT">hanno provocata. </span></span></p>
<p>Verosimilmente, questa crisi segna la fine del dominio economico dei paesi occidentali sul mondo. Il prossimo passo potrebbe anche essere la fine della loro libert&agrave; spirituale: visto che non difendono i valori (cristiani) che stanno alla base della loro cultura e della loro societ&agrave;, potrebbero essere sopraffatti da altri popoli con altri valori. Perch&egrave; nessun paese pu&ograve; esistere senza valori: o difende i propri o subir&agrave; quelli di un altro.</p>
<p align="justify">Ci saranno paesi occidentali che sapranno reagire? Il nostro sar&agrave; uno di quelli? Probabilmente sar&agrave; la societ&agrave; civile per prima a chiedere, innanzitutto ai politici, di arginare questo fenomeno.</p>
<p><span lang="IT"><span lang="IT">Da diverse settimane questa crisi &egrave; un tema quotidiano, e non si contano le proposte di misure che dovrebbero risolverla. Se da una parte &egrave; giusto che molti cerchino di proporre soluzioni praticabili, dall</span><span lang="DE-CH">&rsquo;</span><span lang="IT">altra stupisce il fatto che solo pochi cerchino di capirne veramente le cause. Eppure per risolvere un problema, soprattutto se complesso, sarebbe la prima cosa da fare.</span></span></p>
<p align="justify">Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il mondo occidentale ha attraversato una lunga fase economicamente molto interessante, che ha per&ograve; purtroppo portato all'esasperazione l<span lang="DE-CH">&rsquo;</span><span lang="IT">aspetto commerciale dell</span><span lang="DE-CH">&rsquo;</span><span lang="IT">operato degli esseri umani, mettendo sempre pi&ugrave; in secondo piano quello spirituale. </span><span lang="IT-CH">Si tratta di un fenomeno riscontrabile in tutti i paesi occidentali. Probabilmente questo rovesciamento dei valori &egrave; addirittura la prima causa della grave crisi del sistema finanziario, provocata da manager intenti solo a massimizzare gli utili, soprattutto i propri.</span><span lang="IT-CH"> </span></p>
<p>Il PPD ha tutte le caratteristiche per svolgere un ruolo determinante in questa delicata ed esistenziale situazione; ma dovrebbe essere pi&ugrave; attivo, affrontando apertamente il tema: se <span lang="IT">vuole offrire agli elettori un</span><span lang="DE-CH">&rsquo;</span><span lang="IT">alternativa di sostanza rispetto agli altri partiti deve portare avanti, in modo intelligente e attuale, il referente cristiano, un referente che appartiene a lui e, che lo si voglia o meno, appartiene anche alle societ&agrave; occidentali.</span></p>
<p align="justify">La recessione sar&agrave; importante e probabilmente lunga. Gli Stati saranno impotenti, perch&eacute; nemmeno loro dispongono dei mezzi finanziari necessari ad effettuare tutte le misure che hanno promesso. Proprio per questo sar&agrave; importante considerare altri valori, non solo quelli economici. Penso ad esempio alla solidariet&agrave; all<span lang="DE-CH">&rsquo;</span><span lang="IT">interno di un</span><span lang="DE-CH">&rsquo;</span><span lang="IT">azienda: diminuendo l</span><span lang="DE-CH">&rsquo;</span><span lang="IT">utile e ridistribuendo la massa salariale differentemente si potrebbero salvare numerosi posti di lavoro.</span></p>
<p align="justify">E se rivalutare i valori cristiani non servir&agrave; ad alleviare le difficolt&agrave; finanziarie alle quali andremo incontro, servir&agrave; perlomeno a non ripetere gli stessi errori in futuro.</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2009/2/5/michele-moor-attivita-politica4.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2009-02-05T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[L'importanza dei valori cristiani]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Il giorno di Natale ho fatto una passeggiata. Ad ogni persona che incontravo auguravo un sincero e caloroso Buon Natale. Ho osservato con interesse l’espressione di stupore che la maggioranza di queste persone manifestava sentendosi fare gli auguri da uno sconosciuto.&nbsp;&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Il giorno di Natale ho fatto una passeggiata. Ad ogni persona che incontravo auguravo un sincero e caloroso Buon Natale. Ho osservato con interesse l’espressione di stupore che la maggioranza di queste persone manifestava sentendosi fare gli auguri da uno sconosciuto.&nbsp;&nbsp;</h3><div><span style="font-family: Verdana"><span style="font-size: small">
<div><span style="font-family: Verdana">Da parte mia non ero molto sorpreso del loro stupore: tutti festeggiano Natale, ma sempre meno ne conoscono il significato. Il lato commerciale rimane (anzi prospera, anche in periodi di crisi!), mentre quello spirituale scompare.</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">&nbsp;</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">Si tratta di un fenomeno riscontrabile in tutti i paesi occidentali. Probabilmente questo rovesciamento dei valori &egrave; addirittura una delle cause della grave crisi del sistema finanziario, provocata in parte da manager intenti solo a massimizzare gli utili, soprattutto i propri.</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">&nbsp;</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">Verosimilmente, questa crisi segna la fine del dominio economico dei paesi occidentali sul mondo. Il prossimo passo potrebbe anche essere la fine della loro libert&agrave; spirituale: visto che non difendono i propri valori, potrebbero essere sopraffatti da altri paesi con altri valori. Perch&egrave; nessun paese pu&ograve; esistere senza valori: o difende i propri o subir&agrave; quelli di un altro.</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">&nbsp;</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">Ci saranno paesi occidentali che sapranno reagire? Il nostro sar&agrave; uno di quelli?</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">&nbsp;</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">Probabilmente sar&agrave; la societ&agrave; civile per prima a chiedere innanzitutto ai politici di ribellarsi a questo fenomeno. Dai partiti, invece, non ci si pu&ograve; aspettare troppo, in particolare in Ticino. Radicali e socialisti non perdono occasione per combattere, in modo anacronistico, i valori (cristiani) che stanno alla base della nostra cultura e della nostra societ&agrave;, facendo il gioco di chi cerca di instaurarne degli altri; liberali e popolari democratici li difendono, ma con poco entusiasmo.</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">&nbsp;</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">Il Partito Popolare Democratico (PPD) ha tutte le caratteristiche per svolgere un ruolo determinante in questa delicata ed esistenziale situazione; ma dovrebbe essere pi&ugrave; attivo, affrontando apertamente il tema: se vuole offrire agli elettori un&rsquo;alternativa di sostanza rispetto agli altri partiti deve portare avanti in modo intelligente e attuale il referente cristiano, un referente che appartiene a lui e, che lo si voglia o meno, appartiene anche alle societ&agrave; occidentali. </span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">&nbsp;</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">Durante la campagna per le elezioni federali dell&rsquo;autunno 2007, rimasi stupito nel costatare come nessuno degli altri candidati al Consiglio Nazionale avesse scelto i valori cristiani come tema: non si tratta di essere fondamentalisti, ma di vivere in modo sano e moderno i principi e le tradizioni che per secoli hanno plasmato la nostra cultura e la nostra societ&agrave;, sulle quali basarci anche per guardare con apertura e accettazione a sistemi di valori diversi.</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">&nbsp;</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana">&nbsp;</span></div>
</span></span></div>
<div><span style="font-family: Verdana"><span><span style="font-size: small">Mi sembra interessante ricordare che nel Grigioni italiano il PPD porta il nome di PDC (Partito Democratico Cristiano), e che nelle altre lingue nazionali il referente &ldquo;cristiano&rdquo; &egrave; esplicitato dal nome del partito: il primo passo che dimostrerebbe la volont&agrave; seria di porre riparo alla situazione che si sta creando, sarebbe quello di cambiare il nome da Partito Popolare Democratico a Partito Democratico Cristiano. Per rendere il paese pi&ugrave; democratico e pi&ugrave; cristiano.</span></span></span></div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2009/1/8/michele-moor-attivita-politica3.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2009-01-08T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Una legislatura persa]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Ho letto con interesse l’articolo “Il momento no di un governo in difficoltà” dell’amico Giovanni Galli sul Corriere del Ticino di martedì 11 novembre 2008. Condivido la sua analisi competente dell’operato del governo attuale, eccezione fatta per la sua magnanimità.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Ho letto con interesse l’articolo “Il momento no di un governo in difficoltà” dell’amico Giovanni Galli sul Corriere del Ticino di martedì 11 novembre 2008. Condivido la sua analisi competente dell’operato del governo attuale, eccezione fatta per la sua magnanimità.</h3><p><span style="font-size: small">Questo governo non sta attraversando un momento di difficolt&agrave;; questo governo &egrave; incompetente, pasticcione e non ha fino ad oggi proposto una sola soluzione valida ed applicabile ai problemi &ndash; purtroppo non sono pochi &ndash; del Cantone.</span></p>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt"><span style="font-size: small">Giovanni Galli auspica un governo &ldquo;propositivo&rdquo;. Questo governo non lo sar&agrave; mai, perch&eacute; non ne ha oggettivamente n&eacute; la capacit&agrave; n&eacute; (soprattutto) la volont&agrave;. Proprio per questo d&agrave; particolarmente fastidio l&rsquo;arroganza con la quale la maggioranza dei Consiglieri di Stato interviene sia in parlamento che in pubblico, lasciando intendere a chi li ascolta, soprattutto a chi li ha eletti, che loro hanno capito tutto e gli altri non hanno capito niente. Analizzando i risultati ottenuti, o meglio non ottenuti, sembra proprio il contrario.</span></div>
<p><span style="font-size: small">Anche il Canton Ticino dovr&agrave; affrontare prossimamente momenti difficili e, considerata questa situazione, c&rsquo;&egrave; da sperare che si avveri uno dei due scenari seguenti: primo, che la crisi raggiunga il Ticino dopo il 2011 e che venga quindi gestita da un nuovo governo; secondo, che si cambi governo prima del 2011. Purtroppo non penso che la crisi aspetter&agrave; cos&igrave; a lungo. Non rimane quindi che sperare che si avveri il secondo scenario.</span></p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2008/11/12/michele-moor-attivita-politica2.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2008-11-12T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Ai limiti delle capacità di indebitamento dello stato]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Con il titolo “La rinascita della proprietà”, il nuovo bollettino finanziario analizza i recenti shocks subiti dai mercati finanziari globali.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Con il titolo “La rinascita della proprietà”, il nuovo bollettino finanziario analizza i recenti shocks subiti dai mercati finanziari globali.</h3><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: Verdana"><span style="font-size: larger"><span style=""><span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT">Come gi&agrave; scritto precedentemente, le cause sono da ricercare nel sostegno su pi&ugrave; anni che garanzie di stato implicite hanno dato al sistema; nel tentativo, come ormai risaputo presuntuoso, di evitare grandi incidenti. Le capacit&agrave; in eccesso che sono scaturite si aggirano attorno al 30-50% del volume globale del settore finanziario e vengono ora abbattute con ripetute ondate di shocks. Ormai &egrave; chiaro che si tratta di un problema globale concentrato sui paesi industrializzati occidentali, che non si limita al solo mercato ipotecario statunitense. </span><span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT">Questo problema si manifesta in una crisi di fiducia senza precedenti tra le banche, che viene contrastata con nuove sovvenzioni di dimensioni fino ad ora mai viste. Molto lascia pensare che con le importanti manovre di salvataggio si riuscir&agrave; ad evitare l&rsquo;imminente collasso del sistema finanziario e che si guadagner&agrave; un po&rsquo; di tempo. D&rsquo;altra parte la molteplicit&agrave; e l&rsquo;affanno delle attivit&agrave; statali lasciano percepire una profonda impotenza, come confermano le reazioni corrispondenti delle borse.</span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: Verdana"><span lang="IT" style="font-size: 11pt; mso-ansi-language: IT">&nbsp;</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2008/10/15/michele-moor-economia2.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2008-10-15T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[La barca tiene la rotta nella tempesta]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[I clienti della piazza finanziaria hanno capito quel che sta accadendo e non hanno perso la calma. Se non siamo ancora alla fine del tunnel, non ne siamo nemmeno lontanissimi.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>I clienti della piazza finanziaria hanno capito quel che sta accadendo e non hanno perso la calma. Se non siamo ancora alla fine del tunnel, non ne siamo nemmeno lontanissimi.</h3><p>La crisi c&rsquo;&egrave; e gli investitori, ne ho la conferma ogni giorno, ne sono consapevoli. Proprio per questo &egrave; inutile e malsano creare un allarmismo generale sulle ricadute che la crisi scoppiata nei mercati statunitensi sta avendo e avr&agrave; nel nostro paese. La clientela reagisce nella maggior parte dei casi in modo molto ragionevole; dal momento che le informazioni sono, ormai da un decennio, a disposizione di tutti &ndash; grazie a internet ma anche ai mass media tradizionali - quando l&rsquo;investitore contatta il banchiere &egrave; gi&agrave; cosciente che non si trover&agrave; di fronte a uno scenario brillante. La domanda che solitamente, e giustamente, viene posta riguarda i rischi di controparte. Il cliente chieder&agrave; al banchiere se tra i vari investimenti ve ne sono a rischio di fallimento. Questo &egrave;, a mio avviso, l&rsquo;atteggiamento pi&ugrave; appropriato: non si guarda pi&ugrave; se la performance &egrave; negativa, perch&eacute; indubbiamente lo &egrave;; si guarda semmai quanto &egrave; negativa e soprattutto si bada che l&rsquo;investimento non si azzeri.</p>
<div>Non credo nemmeno che ci saranno conseguenze nell&rsquo;ambito dell&rsquo;elargizione di crediti alle imprese; a confutare una tale ipotesi basta la solidit&agrave; del sistema svizzero.&nbsp;Certo, qualche istituto avr&agrave; utili minori e quindi &ndash;tornando a un tema sentitissimo nelle ultime settimane in Ticino - pagher&agrave; meno imposte. Ma, attenzione, anche qui non si generalizzi. Tutti guadagneranno un po&rsquo; di meno, ma non &egrave; la prima volta; la vera domanda &egrave; chi guadagna quanto di meno; se una grande banca perde, ci&ograve; non significa che perda tutto il settore. Sono molte le banche piccole e medie che nel 2007 hanno avuto risultati positivi, se non cifre da record. Si &egrave; parlato di recessione, &egrave; vero. Ma solo il fatto che il giudizio su una tale ipotesi non sia unanime, porta a pensare che questa non si verificher&agrave; mai. Niente panico, per il momento, anche perch&eacute; &ndash; &egrave; importante sottolinearlo - le crisi passano. La storia del secolo scorso &egrave; l&igrave; a dimostrarlo. L&rsquo;importante &egrave;, nell&rsquo;attesa, essere muniti di un portafoglio diversificato e assolutamente privo di investimenti a rischio di fallimento. Non siamo alla fine del tunnel, ma non ne siamo nemmeno lontanissimi. I fallimenti che si susseguono in questi giorni pur essendo brutti contribuiscono a creare una situazione di partenza chiara.</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2008/10/8/michele-moor-economia.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2008-10-08T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Senza strategia]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Per la seconda volta nella storia della Confederazione il Consiglio Nazionale ha bocciato un programma di armamento.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Per la seconda volta nella storia della Confederazione il Consiglio Nazionale ha bocciato un programma di armamento.</h3><p>Come la prima volta, nel 2005, l&rsquo;ha fatto con un&rsquo;alleanza tra UDC e sinistra. Sembra che solo i due partiti &ldquo;di centro&rdquo; sostengano il capo del Dipartimento della Difesa, della Protezione della Popolazione e dello Sport (DDPS).Eppure i principali progetti contenuti nel programma di armamento presentato in questi giorni sembrano necessari e ragionevoli: equipaggiare la fanteria con dei veicoli che la proteggano da schegge e perfezionare il sistema di protezione aerea costituito dall&rsquo;aeroplano da combattimento F/A18. Si tratta di due progetti probabilmente indispensabili per combattere in modo serio le forme di minaccia attuali, tutelando contemporaneamente la sicurezza dei nostri soldati di milizia.</p>
<p>Per questo sembra che solo il PLR e il PDC siano coerenti e desiderino una politica di sicurezza efficace. In realt&agrave; anche il comportamento del PS e dell&rsquo;UDC ha una sua logica.</p>
<div>L&rsquo;obiettivo finale del PS rimane l&rsquo;abolizione dell&rsquo;esercito, per cui &egrave; logico che approfitti di ogni occasione poco chiara che si presenta in parlamento per indebolirlo: &egrave; stato importante e giusto da parte di PLR e PDC rifiutare la proposta di collaborazione di una controparte cos&igrave; poco affidabile.</div>
<div>Gli obiettivi dell&rsquo;UDC sono due: da una parte costringere il consigliere federale Samuel Schmid a rassegnare le dimissioni, dall&rsquo;altra ottenere dal parlamento l&rsquo;elaborazione di una strategia per la politica di sicurezza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Proprio questo &egrave; il vero problema: la Svizzera non dispone attualmente di una strategia per la politica di sicurezza, motivo per il quale in questo ambito i parlamentari prendono delle decisioni puntuali, per esempio annualmente quella sul programma di armamento. Ma sono delle decisioni dettate non da una strategia, ma da interessi economici e politici a breve termine.</div>
<div>La definizione di una strategia moderna sarebbe un compito del parlamento; ma &egrave; utopico pensare che, soprattutto nel clima politico attuale, questo compito venga svolto. Quindi potrebbe essere il capo del DDPS a proporne una, per permettere al parlamento di avere una base di discussione.</div>
<div>Si ricordi a questo proposito che il Capo del DDPS dispone della Direzione della Politica di Sicurezza, che potrebbe impiegare a questo scopo: si tratta di una delle tante componenti del DDPS che si potrebbe tranquillamente abolire, proprio perch&eacute; non produce niente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Indipendentemente dal risultato dell&rsquo;inchiesta della speciale commissione del Consiglio nazionale sul capo dell&rsquo;esercito Roland Nef, che &egrave; giusto aspettare, la grande debolezza del consigliere federale Samuel Schmid sta proprio nel suo modo di condurre il Dipartimento. Egli &egrave; poco propositivo e, probabilmente di conseguenza succube dei suoi funzionari.</div>
<div>Per il bene di un&rsquo;istituzione importante come l&rsquo;esercito, che viene continuamente sfruttato per giochi politici, sarebbe comunque opportuno che si cambiasse il Capo del DDPS.</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2008/9/28/michele-moor-esercito2.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2008-09-28T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[L'esercito rassicura gli svizzeri]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Oltre i due terzi degli svizzeri (l’8% in più rispetto al 2007) ritengono che non si possa fare a meno dell’esercito. Lo dice il sondaggio annuale sulla sicurezza relativo al 2008 realizzato dal Politecnico di Zurigo.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Oltre i due terzi degli svizzeri (l’8% in più rispetto al 2007) ritengono che non si possa fare a meno dell’esercito. Lo dice il sondaggio annuale sulla sicurezza relativo al 2008 realizzato dal Politecnico di Zurigo.</h3><p>Non mi stupisce che gli svizzeri giudichino il nostro esercito indispensabile. Basta pensare a quanto, purtroppo, &egrave; imperante oggigiorno il tema della sicurezza. &Egrave; vero che la sicurezza &ldquo;classica&rdquo;, intesa come difesa del territorio, non &egrave; pi&ugrave; molto attuale (una minaccia militare &egrave; oggettivamente poco&nbsp;probabile), ma &egrave; anche vero che l&rsquo;esercito &egrave;&nbsp;il pi&ugrave; potente strumento della politica di sicurezza svizzera e che al giorno d&rsquo;oggi esercito vuol dire anche sicurezza interna. Pensiamo alle nostre citt&agrave;, dove ogni giorno, malauguratamente, accadono eventi che testimoniano l&rsquo;erosione di questa sicurezza; &egrave; evidente che la pace cittadina &egrave; primariamente un compito della polizia, ma il cittadino percepisce che queste forze hanno dei limiti e quindi pensa - con un pizzico di ingenuit&agrave;, forse, ma intuendo ci&ograve; che &egrave; giusto &shy;&ndash; che in caso di bisogno &egrave; possibile l&rsquo;intervento dell&rsquo;esercito. Non dimentichiamo che l&rsquo;Italia ha mobilitato di recente 3mila soldati per presidiare le zone sensibili nelle citt&agrave; piu grandi, cosa che per altro la Francia fa da tempo. E, tornando alla Svizzera, non dimentichiamo l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;esercito in occasione di grandi eventi (il WEF a Davos, Euro2008) , in difesa delle autorit&agrave; civili (la protezione delle ambasciate) o ancora come rinforzo alle guardie di confine. L&rsquo;esercito dunque, nonostante tutto, nonostante i suoi effettivi siano stati diminuiti in modo drastico negli ultimi anni, resta profondamente ancorato nella popolazione; un po&rsquo; per tradizione, e soprattutto per necessit&agrave;. Infatti nemmeno la neutralit&agrave;, ben accetta dalla stragrande maggioranza degli svizzeri, riesce ad acquietare del tutto gli animi, turbati da un lato dalle innumerevoli micro-violenze che si compiono poco pi&ugrave; in l&agrave; dalla porta di casa, dall&rsquo;altro dalla minaccia diffusa e ineffabile del terrorismo. Fino ad oggi il nostro Paese non &egrave; stato toccato da questo tipo di violenza, e si pu&ograve; ben sperare che si continui cos&igrave;. E la storia &egrave; l&igrave; a dimostrare il ruolo fondamentale svolto dal nostro paese grazie alla sua neutralit&agrave; nel dialogo internazionale. A questo proposito, tuttavia, c&rsquo;&egrave; qualcosa che mi turba. Ho l&rsquo;impressione che quello che sta facendo la nostra attuale consigliera federale per gli affari esteri sia abbastanza pericoloso; Micheline Calmy-Rey interpreta la neutralit&agrave; a modo suo, arrivando cos&igrave; in alcuni frangenti a mettere a repentaglio i nostri buoni servizi. Mi baso su una testimonianza diretta: ho avuto occasione, durante una visita in Kossovo, di avere colloqui con persone che lavorano laggi&ugrave; per il nostro dipartimento degli affari esteri; queste persone non sono per nulla convinte di questa interpretazione della neutralit&agrave;, e anzi credono che la Svizzera stia perdendo il suo ruolo di paese importante nella mediazione a tutto vantaggio dei Paesi scandinavi, forse pi&ugrave; coerenti nella loro neutralit&agrave;.</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2008/8/30/michele-moor-esercito.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2008-08-30T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Errori su errori]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Il Capo dell'Esercito dà le dimissioni: la scelta migliore, ma Schmid fa errori su errori.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Il Capo dell'Esercito dà le dimissioni: la scelta migliore, ma Schmid fa errori su errori.</h3><p>Roland Nef non poteva fare scelta migliore. Decidendo di rinunciare alla sua funzione ha perlomeno messo un argine a quel mare di profonda incertezza in cui stava ormai per affogare il nostro esercito, dopo le preoccupanti rivelazioni sui trascorsi del suo capo apparse sulla stampa all&rsquo;inizio di questo mese. Non si pu&ograve; dire altrettanto delle scelte compiute finora dal suo diretto superiore, il capo del Dipartimento federale della difesa Samuel Schmid. Giunti a questo punto, infatti, due dimissioni sarebbero state pi&ugrave; che auspicabili. Se quelle due poltrone alla testa dell&rsquo;esercito svizzero fossero entrambe vuote, allora si potrebbe davvero ripartire a testa alta. Giudico dunque insufficiente la reazione delle Commissioni politiche per la sicurezza, che nel loro incontro di ieri si sono limitate a chiedere un esame del Dipartimento di Schmid e delle modalit&agrave; con cui viene scelto un capo dell&rsquo;esercito, senza spingersi a chieder anche le dimissioni del consigliere federale.</p>
<div>La scelta di Nef &egrave; soddisfacente non solo perch&eacute; significa il ritiro di una persona inadeguata alla carica affidatagli, ma anche perch&eacute; ha permesso di bloccare una strategia, quella messa in atto proprio da Schmid, davvero pessima. Annaspando nel tentativo di risolvere una situazione da tempo sfuggitagli di mano, il capo della difesa ha deciso di sospendere il capo dell&rsquo;esercito fino al 20 agosto, propendendo dunque, e non &egrave; certo la prima volta, per una non-scelta. Ma l&rsquo;esercito svizzero non pu&ograve; stare senza un capo, oltretutto mentre sulla sua testa pende la spada di Damocle di una nomina appena ufficializzata e gi&agrave; rivelatasi quantomeno inappropriata. Questo senza nulla togliere ad Andr&eacute; Blattmann, nominato successore di Nef ad interim, persona affidabile e molto capace (sicuramente tra i papabili anche come successore definitivo). Quel che &egrave; certo &egrave; che il Consiglio federale, ora, deve muoversi con estrema attenzione; si &egrave; messo, infatti, in un bel pasticcio. Fin dal momento in cui ha escluso una serie di candidati molto validi, e ora non pi&ugrave; disponibili (alcuni si sono anche ritirati dall&rsquo;esercito), per scegliere l&rsquo;uomo proposto da Schmid. Proposta che &egrave; solo l&rsquo;ultima di una serie di danni arrecati al nostro esercito dall&rsquo;attuale capo della difesa, il quale, ogni volta che si profilava una scelta importante &shy;&shy;- lo affermo sull&rsquo;esperienza di quanto visto mentre ero presidente della societ&agrave; svizzera degli ufficiali &shy;&shy;- non ha saputo far altro che sbagliare.</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2008/7/26/michele-moor-schmid-nef.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2008-07-26T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Come volevasi dimostrare]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Di questo Governo non ci si può fidare&nbsp;&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Di questo Governo non ci si può fidare&nbsp;&nbsp;</h3><p>Come tutti sanno, avevo a suo tempo aderito al comitato di sostegno all&rsquo;iniziativa della Lega &ldquo;Per una politica fiscale pi&ugrave; vicina alla gente&rdquo;.</p>
<p>Non tanto perch&eacute; ero convinto che il testo sottoposto proponesse ai votanti la soluzione ideale a tutti i problemi della fiscalit&agrave; ticinese, ma piuttosto perch&eacute; ritenevo che fosse necessario inviare un chiaro segnale al Governo, affinch&eacute; affrontasse in modo coraggioso e tempestivo i problemi del Cantone, in particolare la revisione dei compiti dello Stato.</p>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">L&rsquo;iniziativa, avendo ottenuto un buon risultato anche se respinta, avrebbe dovuto comunque&nbsp;far capire al Governo che sarebbe opportuno cercare di risanare i conti dello Stato con una sensibile riduzione delle uscite piuttosto che con un aumento delle entrate.</div>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">L&rsquo;iniziativa &egrave; stata respinta per almeno tre motivi: per la grande mobilitazione di tutta l&rsquo;amministrazione cantonale, per la promessa fatta dal Governo di non aumentare le imposte, ma solo certe tasse, e non da ultimo per l&rsquo;importante sostegno ricevuto dai Comuni durante l&rsquo;ultima fase della campagna.</div>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">Poco pi&ugrave; di un mese dopo la votazione mi rendo purtroppo conto che avevo visto giusto, che di questo Governo &ndash; e soprattutto di questo Capo del Dipartimento delle Finanze e dell&rsquo;Economia &ndash; non ci si pu&ograve; fidare.</div>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">Dei tre motivi menzionati sopra lascio da parte il primo, anche se &egrave; per lo meno lecito porsi la domanda, se sia corretto che l&rsquo;amministrazione dedichi tempo e risorse ad una votazione popolare, tempo e risorse che<font face="Trebuchet MS" color="#767676"> <font face="Arial" color="#000000">&ndash; </font></font>val la pena ricordarlo &ndash; appartengono e vanno dedicati ai contribuenti.</div>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">La promessa fatta dal Governo di non aumentare le imposte, promessa fatta durante una conferenza stampa pochi giorni prima della votazione, &egrave; stata puntualmente smentita: una prima lettura della proposta del Governo fa pensare che non sono previsti adeguamenti diretti delle aliquote fiscali, ma uno sguardo pi&ugrave; attento mette in evidenza come una serie di proposte vanno a toccare in misura generalizzata i cittadini e appaiono pertanto, per&nbsp;le loro conseguenze, analoghe all&rsquo;aumento delle imposte (si pensi ad esempio al prospettato aumento delle imposte di circolazione e&nbsp;alla correzione della progressione a freddo).</div>
<div style="margin: 6pt 0cm 0pt">Inoltre lo spostamento di oneri sui comuni, che saranno cos&igrave; costretti ad aumentare le loro entrate &ndash; probabilmente con maggiori imposte &ndash; lascia l&rsquo;amaro in bocca a molti amministratori comunali, che si sentono sicuramente presi in giro proprio da quel Governo e da quel Capo del Dipartimento delle Finanze e dell&rsquo; Economia poco propositivi e poco produttivi che hanno aiutato solo poche settimane or sono.</div>
<p>&nbsp;</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2008/7/20/michele-moor-fiscalita2.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2008-07-20T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[A proposito di demagogia…]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[La demagogia della Consigliera di Stato Sadis]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>La demagogia della Consigliera di Stato Sadis</h3><p>Durante le ultime settimane, ho notato con rammarico come i politici cantonali e comunali sfruttino, per raggiungere i loro obiettivi, momenti particolari per le emozioni ed i sentimenti della popolazione.<br />
Sono stati sfruttati momenti di dolore, come lo sciopero degli impiegati delle officine FFS di Bellinzona, e momenti di gioia, come la promozione dell'AC Bellinzona in Super League. In questa occasione mi ha lasciato particolarmente perplesso l'intervento della Consigliera di Stato Laura Sadis davanti alle telecamere della TSI: se i ticinesi, i bellinzonesi in particolare, desiderano uno stadio migliore per l'unica squadra del Cantone che disputer&agrave; in futuro il massimo campionato nazionale, devono respingere l'iniziativa &quot;Per una politica fiscale pi&ugrave; vicina alla gente&quot;. Mi auguro che la popolazione si renda conto prima del 1. giugno della demagogia dei contrari all'iniziativa. In caso contrario mi rallegro di poter visitare ben presto uno stadio da 120 milioni&hellip;</p>
<div>&nbsp;</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2008/5/27/michele-moor-fiscalita.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2008-05-27T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Votazione cantonale del 1. giugno]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Per una politica fiscale più vicina alla gente&nbsp;&nbsp;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Per una politica fiscale più vicina alla gente&nbsp;&nbsp;</h3><p>Sono favorevole all'iniziativa &quot;Per una politica fiscale pi&ugrave; vicina alla gente&quot;, perch&eacute; ha pi&ugrave; significati ed &egrave; sottoposta al popolo in un momento particolarmente delicato, ma anche azzeccato.</p>
<div>Il primo significato &egrave; politico: ad oltre un anno dalla sua elezione, il Governo non ha proposto e non ha realizzato praticamente niente. L'approvazione dell'iniziativa obbligherebbe il Governo a cambiare il suo modo di lavorare ed accelererebbe l'inizio della tanto agognata revisione dei compiti dello Stato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il secondo significato &egrave; fiscale: la concorrenzialit&agrave; del Ticino per le persone giuridiche pu&ograve; essere ulteriormente migliorata, onde attrarre un numero ancora maggiore di nuove aziende ed aumentare cos&igrave; il numero dei posti di lavoro e l'indotto economico, a beneficio di tutto il Cantone.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il momento &egrave; delicato, perch&eacute; se non passasse l'iniziativa, il Governo si sentirebbe legittimato a realizzare il piano finanziario 2008-2011 secondo le linee direttive proposte qualche settimana or sono, aumentando in particolare le tasse causali, che sono le meno sociali, e le tariffe delle aziende cantonali (p.e. AET), penalizzando particolarmente le persone meno abbienti.</div><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2008/5/23/michele-moor-votazione-cantonale.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2008-05-23T00:00:00</pubDate></item><item><title><![CDATA[Attività politica]]></title> <author><![CDATA[michelemoor]]></author> <category>Blog</category> <description><![CDATA[Riprende anche in internet la mia attività politica]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h3>Riprende anche in internet la mia attività politica</h3><p>Anche se alle ultime elezioni federali (ottobre 2007) non sono stato eletto, continuo a lavorare con passione e determinazione, per realizzare una politica di sicurezza che sia presupposto di crescita economica e sociale e condizione di libert&agrave;.</p>
<p>Grazie alla collaborazione con un altro candidato a quelle elezioni, Ryan Vannin, e alla societ&agrave; Plastical, ho modificato questo sito, in particolare rendendolo pi&ugrave; interattivo.</p>
<p>Ho volutamente mantenuto il mio slogan elettorale, perch&eacute; ritengo che sia pi&ugrave; che mai attuale, come purtroppo ci mostrano eventi quotidiani.</p>
<p><br />
&nbsp;</p><p></p><a href="/files/archives/"></a>&nbsp; ]]></content:encoded> <link><![CDATA[http://www.michelemoor.ch/Pages/blog/michelemoor/2008/5/21/michele-moor-attivita-politica.aspx]]></link> <enclosure url="files/archives/" length="20000" type="image/jpeg" /> <guid><![CDATA[]]></guid> <pubDate>2008-05-21T00:00:00</pubDate></item></channel></rss>

