20.07.2008
- Fiscalità
Come volevasi dimostrare
Di questo Governo non ci si può fidare
Come tutti sanno, avevo a suo tempo aderito al comitato di sostegno all’iniziativa della Lega “Per una politica fiscale più vicina alla gente”.
Non tanto perché ero convinto che il testo sottoposto proponesse ai votanti la soluzione ideale a tutti i problemi della fiscalità ticinese, ma piuttosto perché ritenevo che fosse necessario inviare un chiaro segnale al Governo, affinché affrontasse in modo coraggioso e tempestivo i problemi del Cantone, in particolare la revisione dei compiti dello Stato.
L’iniziativa, avendo ottenuto un buon risultato anche se respinta, avrebbe dovuto comunque far capire al Governo che sarebbe opportuno cercare di risanare i conti dello Stato con una sensibile riduzione delle uscite piuttosto che con un aumento delle entrate.
L’iniziativa è stata respinta per almeno tre motivi: per la grande mobilitazione di tutta l’amministrazione cantonale, per la promessa fatta dal Governo di non aumentare le imposte, ma solo certe tasse, e non da ultimo per l’importante sostegno ricevuto dai Comuni durante l’ultima fase della campagna.
Poco più di un mese dopo la votazione mi rendo purtroppo conto che avevo visto giusto, che di questo Governo – e soprattutto di questo Capo del Dipartimento delle Finanze e dell’Economia – non ci si può fidare.
Dei tre motivi menzionati sopra lascio da parte il primo, anche se è per lo meno lecito porsi la domanda, se sia corretto che l’amministrazione dedichi tempo e risorse ad una votazione popolare, tempo e risorse che – val la pena ricordarlo – appartengono e vanno dedicati ai contribuenti.
La promessa fatta dal Governo di non aumentare le imposte, promessa fatta durante una conferenza stampa pochi giorni prima della votazione, è stata puntualmente smentita: una prima lettura della proposta del Governo fa pensare che non sono previsti adeguamenti diretti delle aliquote fiscali, ma uno sguardo più attento mette in evidenza come una serie di proposte vanno a toccare in misura generalizzata i cittadini e appaiono pertanto, per le loro conseguenze, analoghe all’aumento delle imposte (si pensi ad esempio al prospettato aumento delle imposte di circolazione e alla correzione della progressione a freddo).
Inoltre lo spostamento di oneri sui comuni, che saranno così costretti ad aumentare le loro entrate – probabilmente con maggiori imposte – lascia l’amaro in bocca a molti amministratori comunali, che si sentono sicuramente presi in giro proprio da quel Governo e da quel Capo del Dipartimento delle Finanze e dell’ Economia poco propositivi e poco produttivi che hanno aiutato solo poche settimane or sono.
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