08.10.2008
, Inserito da: michelemoor, in Blog
 - Economia

La barca tiene la rotta nella tempesta

I clienti della piazza finanziaria hanno capito quel che sta accadendo e non hanno perso la calma. Se non siamo ancora alla fine del tunnel, non ne siamo nemmeno lontanissimi.

La crisi c’è e gli investitori, ne ho la conferma ogni giorno, ne sono consapevoli. Proprio per questo è inutile e malsano creare un allarmismo generale sulle ricadute che la crisi scoppiata nei mercati statunitensi sta avendo e avrà nel nostro paese. La clientela reagisce nella maggior parte dei casi in modo molto ragionevole; dal momento che le informazioni sono, ormai da un decennio, a disposizione di tutti – grazie a internet ma anche ai mass media tradizionali - quando l’investitore contatta il banchiere è già cosciente che non si troverà di fronte a uno scenario brillante. La domanda che solitamente, e giustamente, viene posta riguarda i rischi di controparte. Il cliente chiederà al banchiere se tra i vari investimenti ve ne sono a rischio di fallimento. Questo è, a mio avviso, l’atteggiamento più appropriato: non si guarda più se la performance è negativa, perché indubbiamente lo è; si guarda semmai quanto è negativa e soprattutto si bada che l’investimento non si azzeri.

Non credo nemmeno che ci saranno conseguenze nell’ambito dell’elargizione di crediti alle imprese; a confutare una tale ipotesi basta la solidità del sistema svizzero. Certo, qualche istituto avrà utili minori e quindi –tornando a un tema sentitissimo nelle ultime settimane in Ticino - pagherà meno imposte. Ma, attenzione, anche qui non si generalizzi. Tutti guadagneranno un po’ di meno, ma non è la prima volta; la vera domanda è chi guadagna quanto di meno; se una grande banca perde, ciò non significa che perda tutto il settore. Sono molte le banche piccole e medie che nel 2007 hanno avuto risultati positivi, se non cifre da record. Si è parlato di recessione, è vero. Ma solo il fatto che il giudizio su una tale ipotesi non sia unanime, porta a pensare che questa non si verificherà mai. Niente panico, per il momento, anche perché – è importante sottolinearlo - le crisi passano. La storia del secolo scorso è lì a dimostrarlo. L’importante è, nell’attesa, essere muniti di un portafoglio diversificato e assolutamente privo di investimenti a rischio di fallimento. Non siamo alla fine del tunnel, ma non ne siamo nemmeno lontanissimi. I fallimenti che si susseguono in questi giorni pur essendo brutti contribuiscono a creare una situazione di partenza chiara.








Nome:

E-mail: Non pubblicata


Commento:

Verifica:


 
Home | Italiano | Deutsch | admin
 

Ricerca


 
 

Archivio

 

Parole Chiave

 

Links

 
Wegelin & Co. Plastical  

Ultimi in Blog

 

Ultimi in Interventi

 

Ultimi in Media

 

I valori

I valori fondamentali della nostra società, e di tutte le società occidentali, sono quelli della religione cristiana, riassunti molto bene nel preambolo della Costituzione Federale del 18 aprile 1999:

Costituzione federale della Confederazione svizzera
del 18 aprile 1999 (Stato 1° gennaio 2008)

Preambolo
In nome di Dio Onnipotente,
Il Popolo svizzero e i Cantoni,
Consci della loro responsabilità di fronte al creato,
Risoluti a rinnovare l’alleanza confederale e a consolidarne la coesione interna, al
fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito
di solidarietà e di apertura al mondo,
Determinati a vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto
reciproci,
Coscienti delle acquisizioni comuni nonché delle loro responsabilità verso le generazioni
future,
Consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si
commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri [...]