17.02.2009
, Inserito da: michelemoor, in Blog
 - Sicurezza

Esiste ancora un obbligo, nell'interesse di tutti

Sicurezza significa benessere, almeno a tre livelli: innanzitutto benessere spirituale, in seguito fisico e infine economico. I tre livelli del benessere non sono scindibili. La sicurezza è quindi una condizione necessaria per il benessere della società, ma soprattutto di ogni singolo individuo.

Il tema della sicurezza, soprattutto fisica, è purtroppo di grande attualità: a breve termine dobbiamo assolutamente impiegare le nostre risorse a favore della sicurezza fisica dellindividuo. Il benessere fisico è particolarmente a rischio come purtroppo ci mostrano quotidianamente eventi tragici anche perché la sicurezza limitrofa, quella dei singoli quartieri di molte città occidentali, malauguratamente perfino ticinesi, diminuisce rapidamente. Le forme di minaccia con le quali siamo confrontati quotidianamente sono sempre più indefinite e sempre più veloci. Risulta sempre più difficile parlare di sicurezza interna e esterna di un paese, perché il confine tra le due è sempre meno definibile e definito. Proprio per questo motivo anche l'esercito, tipico strumento della sicurezza esterna, della difesa a partire dal confine, è impiegato sempre più spesso anche nell'ambito della sicurezza interna.

"Gli uomini svizzeri sono obbligati al servizio militare. La legge prevede un servizio civile sostitutivo. Per le donne il servizio militare è volontario." recita l'articolo 59 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera. Il sistema dell'esercito di milizia prevede che ogni cittadino contribuisca alla sicurezza del paese, prestando servizio militare. Contrariamente a quanto si possa pensare, il sistema di milizia rimane attuale, perché è l'unico in grado di tener conto delle particolarità politiche, economiche, geografiche e culturali della Svizzera e perché è l'unico che permette di coinvolgere direttamente o indirettamente tutta la popolazione per mantenere la sicurezza del paese.

Un articolo pubblicato mercoledì 11 febbraio 2009 dal Corriere del Ticino mi ha lasciato molto perplesso: un datore di lavoro ticinese ha intimato a un proprio dipendente impegnato nelle scorse settimane in un corso di ripetizione al WEF di Davos che, se non lasciava il militare e rientrava immediatamente al lavoro, lo avrebbe licenziato.

Il comportamento del datore di lavoro, oltre ad essere egoista, è chiaramente contrario alla Costituzione federale della Confederazione. Tutte le aziende che operano nel nostro paese approfittano dell'alto livello di sicurezza, raggiunto, mantenuto e tramandato dalle generazioni passate, grazie all'impegno di tutta la popolazione: l'obbligo previsto dall'articolo 59 è stato concepito nell'interesse di tutti, anche delle aziende.

Per lavorare bene, per produrre benessere, le aziende devono poter operare in un ambiente sicuro. Sarà così anche in futuro solo se tutti insieme, a tutti i livelli, sia come singoli cittadini, sia come aziende, continueremo a contribuire al mantenimento della sicurezza, sia prestando, sia lasciando prestare servizio nell'esercito di milizia.








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I valori fondamentali della nostra società, e di tutte le società occidentali, sono quelli della religione cristiana, riassunti molto bene nel preambolo della Costituzione Federale del 18 aprile 1999:

Costituzione federale della Confederazione svizzera
del 18 aprile 1999 (Stato 1° gennaio 2008)

Preambolo
In nome di Dio Onnipotente,
Il Popolo svizzero e i Cantoni,
Consci della loro responsabilità di fronte al creato,
Risoluti a rinnovare l’alleanza confederale e a consolidarne la coesione interna, al
fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito
di solidarietà e di apertura al mondo,
Determinati a vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto
reciproci,
Coscienti delle acquisizioni comuni nonché delle loro responsabilità verso le generazioni
future,
Consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si
commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri [...]