24.03.2009
, Inserito da: michelemoor, in Blog
 - Economia

Gli stati del G20 dovrebbero ammettere il fallimento

Gli stati del G20 si incontreranno ad inizio aprile per trovare delle soluzioni ad una crisi unica della finanza, dell’economia e dello stato. Per farle fronte in modo serio è essenziale un’analisi affidabile sulle sue cause.

Esse non risiedono in una crisi di liquidità, come a lungo ritenuto. Diversamente a quanto accadde negli Anni Trenta, si tratta piuttosto di una crisi di solvibilità, perché per decenni è stato concesso troppo credito: bisognerebbe ridurre del 30-50% le capacità nel settore finanziario. Solamente quando si ammetterà senza riserve che certe strutture, “salvate” grazie ad iniezioni di liquidità senza precedenti, sono debiti gonfiati senza valore, si potranno gettare le basi per un nuovo inizio.

Certo è che i primi mesi del nuovo presidente statunitense Obama hanno portato ulteriore scompiglio, anziché chiarimento – come dimostra il comportamento dei mercati azionari, confuso e privo di una chiara tendenza.

Il problema non è da ricercare in un calo della domanda, che potrebbe essere fronteggiato tramite una politica d’indebitamento. La vera e propria agenda dei G20 dovrebbe trattare le illusioni riguardanti il mercato immobiliare negli Stati Uniti, i problemi del settore finanziario mondiale, la situazione nell’Europa dell’Est, lo sbilancio commerciale USA-Cina, come pure la possibilmente inequivocabile allocazione del danno.
Sarebbe quindi necessario:
- un risanamento senza compromessi degli illusori e ritoccati bilanci delle banche e delle assicurazioni;
- l’integrazione della Cina nell’economia mondiale (con una politica monetaria orientata al mercato);
- l’elaborazione di piani di riprivatizzazione di settori nazionalizzati;
- la stipulazione di chiari obiettivi riguardanti un risanamento dei bilanci statali danneggiati.

Sarà decisivo minimizzare l’insicurezza e definire la distribuzione degli oneri. Inoltre si dovrà chiarire se e in qual misura verrà condonato il debito ipotecario ai debitori del mercato immobiliare statunitense o se s’insisterà sulla sua riscossione, rispettivamente se i membri di Eurolandia che hanno fatto o faranno fallimento saranno salvati o estromessi dall’unione monetaria.








Nome:

E-mail: Non pubblicata


Commento:

Verifica:


 
Home | Italiano | Deutsch | admin
 

Ricerca


 
 

Archivio

 

Parole Chiave

 

Links

 
Wegelin & Co. Plastical  

Ultimi in Blog

 

Ultimi in Interventi

 

Ultimi in Media

 

I valori

I valori fondamentali della nostra società, e di tutte le società occidentali, sono quelli della religione cristiana, riassunti molto bene nel preambolo della Costituzione Federale del 18 aprile 1999:

Costituzione federale della Confederazione svizzera
del 18 aprile 1999 (Stato 1° gennaio 2008)

Preambolo
In nome di Dio Onnipotente,
Il Popolo svizzero e i Cantoni,
Consci della loro responsabilità di fronte al creato,
Risoluti a rinnovare l’alleanza confederale e a consolidarne la coesione interna, al
fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito
di solidarietà e di apertura al mondo,
Determinati a vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto
reciproci,
Coscienti delle acquisizioni comuni nonché delle loro responsabilità verso le generazioni
future,
Consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si
commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri [...]