05.05.2010
, Inserito da: michelemoor, in Blog
 - Economia

E chi salva i salvatori?

Nel migliore dei casi, il pacchetto da 110 miliardi di Euro varato a favore della Grecia può calmare i mercati e ridurre momentaneamente il rischio di contagio per altri paesi fiscalmente deboli. Sussiste tuttavia il grande pericolo che a medio termine questi problemi rimandati si ripresentino con grande impatto mettendo in discussione l’intera moneta euro. Il nuovo bollettino finanziario di Wegelin & Co. trova dei parallelismi nella crisi del sistema finanziario, paragona le rispettive soluzioni e ne deduce le implicazioni per gli investitori.

Nella parte analitica, l’attuale Bollettino finanziario di Wegelin & Co. richiama gli avvenimenti della crisi finanziaria dal 2007 al 2009. Vengono tracciati dei parallelismi tra l’evitato fallimento del broker statunitense Bear Stearns nella primavera del 2008 e il non-fallimento della Grecia sostenuta dall’UE. L’intervento a favore di Bear Stearns calmò i mercati solo momentaneamente. Nell’autunno del 2008 seguì la catastrofe Lehman che portò quasi ad un collasso globale del sistema finanziario. Furono necessarie forti misure di salvataggio con conseguenze disastrose per i bilanci statali. Wegelin & Co. teme che una situazione analoga possa venire a crearsi con il salvataggio della Grecia. Se dovessero alimentarsi i dubbi sull’insolvenza di grandi stati membri come Spagna o Italia, la cui situazione di bilancio sembra già oggi non essere migliore di quella della Grecia, un’enorme catastrofe minaccerebbe Eurolandia. A differenza della crisi del sistema finanziario, Eurolandia non avrà a disposizione un donatore per eccellenza. Il “danno” stimato da Wegelin & Co. di 1 bilione di euro, in caso di fallimento di stati membri finanziariamente deboli, sarebbe difficile da assorbire. “Gli aiuti alla Grecia creano un potenziale di distruzione dell’euro”, osserva il dottor Konrad Hummler. “E chi salva i salvatori?” è la domanda opprimente che ne risulta.

L’autore sostiene che, senza un risanamento, un ritorno alla normalità non è possibile, perché attraverso il pacchetto d’aiuto per la Grecia vengono nuovamente protetti i creditori. Le vittime sono i contribuenti europei. Inoltre, il mercato subisce nuovamente forti distorsioni perché il bailout per i creditori ha come conseguenza premi di rischio troppo bassi. Wegelin & Co. raccomanda agli investitori di continuare a diffidare dai valori nominali che si basano sulla bolla dei debiti. Quale alternativa consiglia di scambiare la presunta sicurezza con l’insicurezza esplicita, mantenendo per esempio le azioni ad alto rendimento al posto di obbligazioni con rendimenti storicamente bassi.






DaPaolo Spalluto  il  venerdì, 28. maggio 2010 16:57
condivido pienamente, fa sorridere poi che ad esempio il Portogallo sia stato obbligato ad aiutare la Grecia pagando poi uno spread dell'1% tra la remunerazione ottenuta ed il costo di acquisto del capitale. Fantastico davvero.



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