24.05.2011
, Inserito da: michelemoor, in Blog
 - Politica

Ho deciso di lasciare il PPD

Ho rassegnato le dimissioni dal PPD con effetto immediato: ho comunicato la mia decisione al presidente Giovanni Jelmini lo scorso 6 maggio, dicendo che non condivido più la linea del partito. Non lascio per passare ad un'altra formazione politica, ma mi riservo in futuro di valutare altre opzioni, se interessanti, compatibilmente con le esigenze familiari e professionali.

Durante gli ultimi quattro anni ho riflettuto molto in merito alla mia appartenenza al PPD.

Nell'estate del 2007 decisi di mettermi a disposizione del Paese, diventando membro di un partito e candidandomi per il Consiglio Nazionale. Uno dei motivi che mi spinse a prendere quella decisione fu la non rielezione di Marina Masoni in Consiglio di Stato nella primavera 2007. Non tanto per la persona, per la quale personalmente nutro ancora oggi un'immutata stima, ma per il modo in cui si era giunti alla sua non rielezione. 

Fino a quel momento non avevo mai fatto politica. Scelsi il Partito Popolare Democratico per diversi motivi, ma per due in particolare: primo, perché l'unica persona attiva politicamente per diversi anni nella mia famiglia è mio padre ed egli è membro del PPD; secondo, perché ritengo che un'ispirazione filosofica cristiano-cattolica sia indispensabile ad un politico per orientarsi sulle giuste scelte, anche se sostengo, soprattutto in ambito economico, una politica liberale. La campagna elettorale fu interessante, mi permise di esprimere le mie idee ed ebbe un buon successo.

Pochi giorni dopo le elezioni federali del 2007 il Parlamento decise di non rieleggere Christoph Blocher in Consiglio Federale. Espressi il mio profondo disappunto per il fatto che il Partito si fosse prestato, o addirittura fosse stato l'artefice, di questa non rielezione, per almeno due motivi: primo, perché puniva in modo ingiusto un Consigliere Federale senz'altro particolare, ma indubbiamente capace; secondo, perché mi sembrava politicamente poco intelligente prestarsi a un gioco certamente non approvato da una buona parte della base del Partito. Sono sicuro che il PPD abbia pagato, e pagherà probabilmente ancora in autunno, un caro prezzo per quella sciagurata decisione.

Da parte mia mi ritrovai, dopo pochi mesi, in un partito che si era prestato ad un complotto contro una persona (Blocher) a livello nazionale, simile a quello ordito contro un'altra persona (Masoni) a livello cantonale; un complotto analogo a quello che mi aveva convinto a dedicare parte del mio tempo e delle mie energie al servizio del Paese.

Come ticinese mi vergognai inoltre per il brutto spettacolo che l’allora quasi Presidente del Consiglio Nazionale Chiara Simoneschi Cortesi diede davanti alle telecamere esultando – in maniera a mio modo di vedere ignobile, considerata la carica che si apprestava ad assumere – per la sconfitta del nemico politico. Penso che non solo a tanti Popolari Democratici, ma anche a tanti Ticinesi abbia dato fastidio quanto visto in quell’occasione.
Se avessi agito seguendo solo l'istinto e non la ragione, avrei lasciato il Partito immediatamente dopo aver assistito agli eventi di quei giorni a Berna. Ho voluto invece, come sempre ho cercato di fare nella mia vita, lasciarmi condurre dalla ragione e riflettere in merito alla situazione creatasi, in particolare riguardo al mio rapporto con il Partito. Accettai quindi la proposta di entrare a far parte dell'Ufficio Presidenziale del PPD. 

Tuttavia, durante i giorni, le settimane e i mesi a seguire, continuai a ponderare se fossi la persona giusta al posto giusto. Le difficoltà incontrate dal settore bancario, nel quale sono attivo, mi hanno poi costretto, mio malgrado, a distaccarmi quasi totalmente dalla vita politica attiva. Se da una parte mi è dispiaciuto, dall'altra mi ha permesso di osservare in modo più distaccato quanto succedeva.

Il mio malessere nei confronti del Partito aumentava con il passare del tempo, in particolare durante i momenti che precedevano votazioni importanti, perché riuscivo sempre meno a identificarmi nelle prese di posizione ufficiali del PPD. In particolare la difesa dei valori che mi avevano portato a sceglierlo non mi sembra più essere una priorità dei suoi vertici, soprattutto di quelli nazionali.

Di questo malessere non mi sono più liberato e se fino ad oggi sono rimasto nel Partito, è solo per non addolorare i miei genitori, in particolare mio padre, al quale devo molto e che, con mia madre, mi è stato e mi è esempio in tante occasioni. E come l'ho seguito in altri ambiti, ho ritenuto ad un certo punto giusto seguirlo anche nell'idea politica.

Sono tuttavia convinto che molto sia cambiato da quando, negli anni Sessanta, mio padre entrò nel PPD ed iniziò a fare politica. Proprio i due partiti storici, il PLR e il PPD, che tanto hanno dato al Cantone e alla Confederazione in passato, faticano oggi a capire quali siano le esigenze della popolazione. Sicuramente proprio per questo motivo ottengono risultati elettorali sempre peggiori. Sono convinto che molte persone, come me, rimangano fedeli a questi due partiti per motivi non di convinzione politica, ma di altro ordine.

Ho riflettuto quasi quattro anni, in modo approfondito, in merito alla mia appartenenza al PPD. Purtroppo giorno dopo giorno mi sono convinto che, indipendentemente dal fatto che io continui o meno a fare politica, questo Partito non sia quello giusto per me. Per chi è attivo professionalmente e ha una famiglia, dedicare tempo ed energie per la cosa pubblica è un grande sacrificio, che vale la pena fare solo se si è veramente convinti.

Io non lo sono più.

Pur essendo cosciente che provocherò del dolore ai miei genitori e a chi mi ha sostenuto, ho deciso di lasciare il Partito Popolare Democratico con effetto immediato.






Dagianni valli  il  mercoledì, 25. maggio 2011 18:43
Egr. Sig. Moor,
ho letto l'articolo del CdT di ieri, 24.5.2011: le sue riflessioni sono esattamente le mie.
Basta PPD, dopo oltre 40 anni di militanza.
Cordiali saluti e auguri.
G. Valli


DaMichele Moor  il  mercoledì, 25. maggio 2011 21:45
Egregio signor Valli
La ringrazio per il suo commento.
Si tratta comunque di una decisione difficile e sofferta.
Adesso devo decidere cosa fare...
Michele Moor

DaStefano  il  venerdì, 27. maggio 2011 14:57
Caro Michele,
condivido molto profondamente quel malessere che i due partiti storici, da anni ormai, creano loro malgrado nella collettività a causa di forti unioni  interne , e/o personalità talvolta incomprensibilmente riconosciute, che imperterrite non riescono a staccarsi da convinzioni e modus operandi in contrasto con i reali bisogni e le reali volontà dei concittadini.
Citi gli episodi Masoni/Blocher, ma recentemente nel PLR abbiamo assistito all’ennesimo sporco gioco contro un candidato al CdS.
Purtroppo è vero, e fa male accorgersene, che non è sempre possibile risolvere le situazioni perciò molto apprezzo il tuo coraggio; soprattutto in considerazione del rispetto da te descritto nei confronti della tua famiglia e dell’attaccamento al PPD di tuo padre.
Anch’io oggi mi rendo conto che a volte si deve per forza, per noi stessi, chiudere una porta ed eventualmente aprirne un’altra.
“Sono convinto che molte persone, come me, rimangano fedeli a questi due partiti per motivi non di convinzione politica, ma di altro ordine”.  Infatti.
Un caro saluto
Stefano




Nome:

E-mail: Non pubblicata


Commento:

Verifica:


 
Home | Italiano | Deutsch | admin
 

Ricerca


 
 

Archivio

 

Parole Chiave

 

Links

 
Wegelin & Co. Plastical  

Ultimi in Blog

 

Ultimi in Interventi

 

Ultimi in Media

 

I valori

I valori fondamentali della nostra società, e di tutte le società occidentali, sono quelli della religione cristiana, riassunti molto bene nel preambolo della Costituzione Federale del 18 aprile 1999:

Costituzione federale della Confederazione svizzera
del 18 aprile 1999 (Stato 1° gennaio 2008)

Preambolo
In nome di Dio Onnipotente,
Il Popolo svizzero e i Cantoni,
Consci della loro responsabilità di fronte al creato,
Risoluti a rinnovare l’alleanza confederale e a consolidarne la coesione interna, al
fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito
di solidarietà e di apertura al mondo,
Determinati a vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto
reciproci,
Coscienti delle acquisizioni comuni nonché delle loro responsabilità verso le generazioni
future,
Consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si
commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri [...]
 
 
GUCCI taschen Louis Vuitton Handbags Air Jordan for women Nike Shox Shoes nike air max Louis Vuitton Women Nike Air Max 2012
Karen Millen Sale herve leger karen millen UK karen millen dresses karen millen karen millen Sale karen millen Dress karen millen Dress