25.06.2011
, Inserito da: michelemoor, in Blog
 - Sicurezza

Un momento critico per la politica di sicurezza ticinese

Nei prossimi giorni chi ha il potere decisionale dovrà effettuare delle scelte difficili per la politica di sicurezza ticinese.

Anche se al momento mi sembra si possa affermare che il Ticino sia abbastanza sicuro, eccezion fatta per i soliti problemi alla frontiera e nelle regioni a lei più vicine, quello della sicurezza è un tema che rimane attuale e che può diventare d'emergenza anche in tempi brevi, senza alcun preavviso.
 
Proprio per questo risulta cruciale la scelta delle persone a capo delle differenti organizzazioni che si occupano della nostra sicurezza. Se poi, come è il caso attualmente, si devono nominare quasi contemporaneamente il nuovo comandante della polizia cantonale, il nuovo comandante della brigata di fanteria di montagna 9 ed eventualmente il nuovo comandante delle guardie di frontiera, ecco che si può ben dire che il momento sia critico.
Il nuovo consigliere di stato responsabile delle istituzioni Norman Gobbi ha mostrato, durante le prime settimane di lavoro, coraggio e volontà di decidere, in particolare nell'ambito della problematica dei nomadi. La sua scelta di non obbligare nessun comune ticinese ad accoglierli è corretta: che nessuno evochi obblighi morali presi in passato da politici lontani dalle volontà reali della popolazione. Ora il signor Gobbi, e con lui gli altri membri del Consiglio di Stato, dovranno mostrare di saper anteporre la sicurezza, e quindi il benessere, della popolazione ticinese a scelte di partito o di forma.
 
Per quel che riguarda il comandante della brigata di fanteria di montagna 9, dovranno chiedere al Consiglio Federale di nominare un comandante ticinese o mesolcinese, perché è importante che questa grande unità rimanga prevalentemente italofona, comandante incluso, perché è l'ultima che abbiamo e in quanto per la maggioranza dei suoi militi è importante avere un comandante che parli la loro lingua e che conosca bene il loro territorio e tutte le sue peculiarità (geografiche, culturali, politiche, economiche…). A questo proposito fa un po' sorridere la delegazione ticinese a Berna che, a concorso ormai chiuso (!), si interroga su come mai non si sia pretesa, nel bando dello stesso, la perfetta conoscenza della nostra lingua. Durante la prossima campagna per le votazioni federali ci spiegheranno che si sono impegnati a fondo per difendere gli interessi del Ticino…
 
Per la nomina del comandante della polizia cantonale, mi sembra che il governo sia un po' in difficoltà, perché la stessa era attesa già qualche settimana or sono. La cosa non mi stupisce più di tanto, dopo che ho appreso dai media che il candidato a mio parere più idoneo, Mauro Antonini, sarebbe già stato scartato. Oggettivamente, il curriculum del signor Antonini presenta un solo svantaggio: manca una laurea in diritto, ma presenta contemporaneamente così tanti vantaggi, che la scelta di qualsiasi altro candidato non mi pare giustificata. A differenza dei concorrenti maggiormente menzionati negli ultimi giorni, egli è l'unico candidato che conosce molto bene la polizia cantonale, della quale è già stato ufficiale,  e sarebbe quindi operativo in pochissimo tempo; inoltre, a differenza di chi ha esperienza unicamente in ambito militare, in un esercito che - checché si dica - non conosce l'impiego reale, ne ha già portati a termine diversi: come guardia di forte, come poliziotto e come guardia di frontiera. Chi ha occasione di osservare frequentemente l'operato delle nostre guardie di confine, si è inoltre sicuramente accorto dell'ottimo lavoro che ha svolto all'interno del corpo che comanda attualmente. Sul terreno è indubbiamente il candidato più valido. Non è un giurista, ma sono convinto che all'interno della polizia cantonale di giuristi ce ne siano già abbastanza…
 
Evidentemente un'eventuale nomina del signor Antonini, politicamente poco profilato, non piacerebbe a PLR e PPD; non piacerebbe ai laureati; non piacerebbe nemmeno al signor Gobbi, che dovrebbe in seguito occuparsi anche della nomina di un nuovo comandante delle guardie di frontiera. Ma piacerebbe sicuramente alla popolazione ticinese, che si ritroverebbe con un comandante poco teorico e molto pratico, e probabilmente alla maggior parte della polizia cantonale stessa.








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