17.08.2011
, Inserito da: michelemoor, in Blog

Nessuna soluzione indolore

Il bubbone dell’indebitamento sta per scoppiare: la consapevolezza che neppure gli stati non possono indebitarsi a oltranza è tanto più dolorosa quanto essi sono potenti. I dubbi nutriti sulla credibilità e sulla capacità risolutiva del mondo politico e delle banche centrali sono all’origine delle attuali turbolenze che stanno investendo i mercati finanziari e le cui implicazioni si sostanziano in un vertiginoso apprezzamento del franco, in prospettive economiche adombrate e investitori profondamente disorientati. Il nuovo Bollettino finanziario no. 278 di Wegelin & Co. propone una valutazione della situazione e rimanda al potenziale economico integro anche in questo contesto avverso.

Contrariamente allo scenario disegnato dai tentativi di dissimulazione messi in atto dalla politica,  i principali paesi industrializzati non si stanno misurando con una carenza di liquidità, ma con un problema di insolvenza tale che nessuna soluzione è prospettabile senza dolorosi ammortamenti sul versante dei creditori. “Delegare il problema del sovraindebitamento a una banca centrale, a un fondo monetario europeo o internazionale, ha solo un effetto sospensivo e dilatorio”, sostiene il dr. Konrad Hummer, autore del Bollettino finanziario di Wegelin & Co. “Peraltro è un’iniziativa altamente problematica, poiché si arrischia di contaminare un substrato sano.” Il male non si diffonde soltanto dai bilanci pubblici malati a quelli sani, ma si estende anche all’economia reale.

I mercati non si lasciano ingannare ancora e reagiscono con violente oscillazioni, da cui trae anche origine e alimento la rivalutazione del franco come rifugio sicuro. A fronte di una velocità così sostenuta, l’economia nazionale non ha alcuna possibilità di adeguare i suoi processi produttivi. L’autore analizza le opzioni d’intervento della Banca nazionale, che in un simile frangente sono una richiesta legittima. Ma in proposito è giocoforza prescindere da un attivismo ad ogni costo, se non si è pienamente convinti dell’efficacia di una determinata misura.

L’investitore deve tener presente che a dispetto e forse persino grazie all’odierna crisi il valore reale del mondo non decresce, ma anzi continua ad aumentare. È lecito presumere che a un passato borsistico negativo segua un periodo di dividendi straordinari. E sarebbe bene rammentarlo soprattutto quando gli indicatori di mercato rosso sangue sembrano preannunciare la fine del mondo, che non è in vista.






DaPietro.O  il  lunedì, 3. ottobre 2011 21:15
Con grande rammarico prendo nota della sua volonta a non presentarsi come candidato per le imminenti federali. Con un partito liberale sempre più allo sbando (vedi le recenti uscite di Pelli piene di quella caratteristica arroganza PLR), con il PPD alla deriva (nell'analisi che fece del partito non cita l'infame decisione di qualche anno fa di riabilitare i volontari svizzeri che combatterono a fianco dei "Republicanos") e con un UDC ticinese che fatica a presentare candidati credibili, ebbene la sua persona mancherà molto.
Pur non condividendo alcuni aspetti del suo pensiero politico (vedi visione economica dello stato) mi auguro, per il bene del nostro cantone, di rivederla al più presto in prima linea.
Con stima

P.



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