08.07.2009
, Inserito da: michelemoor, in Blog
 - Economia

Stati sotto stress

Gli stati diventano un pericolo per la libera circolazione di capitale. Nell'attuale situazione di stress, come conseguenza della crisi finanziaria, gli stati assumono una tendenza sempre più aggressiva: attaccano altri stati o addirittura i propri cittadini e violano i principi di diritto internazionale con lo scopo di riguadagnare il controllo sui flussi di capitale.

Le piazze finanziarie internazionali come la Svizzera vengono messe alle strette. Si consiglia un “punto di ritrovo” strategicamente ben definito con lo scopo di proteggere ed estendere la gestione patrimoniale oltre confine per salvaguardare la libera circolazione del capitale mondiale.
La fiducia nei meccanismi di mercato è calata e i sistemi politici sfruttano la crisi per creare protezionismo di capitale. Questo controllo e la riconduzione dei mezzi finanziari nel proprio ambito d'influenza sono contrari alla gestione patrimoniale oltre confine attualmente praticata sulle piazze finanziarie. Tuttavia, a causa della prevalenza della libera circolazione del capitale, al più tardi entro tre o cinque anni, il pendolo dovrebbe nuovamente oscillare a favore del mercato. Di fronte a tale retroscena si consiglia urgentemente alla Svizzera di definire delle direttive strategiche per un "punto di ritrovo": sulla componente fiscale del segreto bancario; in merito alla componente fiscale del segreto bancario si potrebbe condurre delle trattative nell'ambito di un'imposta alla fonte equivalente, ma anonima. La tutela della privacy e l'esclusione di una criminalizzazione retroattiva dovrebbero però rimanere garantite. Contemporaneamente sarebbe da esigere in cambio una completa libertà di servizi per le banche svizzere all'estero. Tramite un ritiro regolamentato in un "punto di ritrovo" strategicamente definito, la Svizzera mostrerebbe le sue chiare intenzioni e in tal modo riacquisterebbe la capacità di imporre i propri obiettivi.
Lo stress degli ultimi mesi è apparentemente passato dalle banche ai sistemi politici. Lo dimostra l'ultimo aumento degli interessi a lungo termine. Un impressionante servizio di debiti e una complessità dei compiti statali, che si estende sempre più velocemente, sono diventati una morsa stressante. Perciò gli stati, con un "presentimento di fallimento", diventono essi stessi un pericolo del sistema. Si osserva un atteggiamento sempre più aggressivo: un presidente di stato dà ordini al suo parlamento per decreto (Francia), la sfera d'influenza fiscale viene estesa all'estero in una campagna egemonica (USA) ed organizzazioni internazionali rivendicano un nuovo diritto nonostante manchi una legittimità democratica e contratti validi (OCSE).
 








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