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02.10.2007
Fisco più semplice? Se si vuole, si può
Corriere del Ticino
L’impegno di chi fa le leggi e di chi governa dovrebbe essere per i prossimi anni rendere meno complicata la vita ai cittadini. È un impegno da assumere in tutti gli ambiti in cui lo Stato impone lo svolgimento di mansioni che sottraggono tempo prezioso a tutti noi, già occupati per buona parte della nostra giornata nell’attività lavorativa.
Lo Stato, a tutti i livelli (comunale, cantonale, federale), con le sue regole, prescrizioni, normative e con i suoi formulari e documenti, è diventato troppo complicato. Se calcolassimo quanto del nostro tempo libero ci viene sottratto da queste incombenze, ne rimarremmo stupiti. Una delle incombenze più ostiche e fastidiose - soprattutto da quando siamo passati alla tassazione annuale - è la compilazione della dichiarazione d’imposta. Quando all’inizio della primavera arriva la busta con tutti i moduli, siamo tentati di riporla in un angolo della scrivania. Molti chiedono immediatamente la proroga, gli altri tirano in là fino al termine consentito; pochi liquidano subito la faccenda, per liberarsi dal peso. Quanti contribuenti devono farsi aiutare da parenti, amici, associazioni, professionisti prima di poter mettere la loro firma e spedire il tutto all’Ufficio di tassazione? E quanti di coloro che non si fanno aiutare, o non hanno questa possibilità, commettono errori che possono andare a loro danno? L’amministrazione delle contribuzioni si sforza di fornire spiegazioni complete e chiare, ma l’opuscolo che le contiene e che dovrebbe aiutare il contribuente è diventato un mattone in cui è facile perdersi. Il linguaggio è burocratico, perché deve essere preciso. Ma sovente risulta di difficile comprensione.
La ragione? Le leggi fiscali sono molto, troppo complicate. Elementi di reddito, deduzioni, esenzioni, forfait, aliquote, casistiche diverse, situazioni particolari: un ginepraio. Bisogna dunque semplificare. Non lo possono fare i Comuni, che dipendono al 100% dalle leggi cantonali e federali. Lo possono fare solo parzialmente i Cantoni, che hanno un’autonomia fiscale limitata. Spetta innanzitutto alla Confederazione. Bisogna intervenire riformando la Legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette (LAID) e la Legge sull’imposta federale diretta (LIFD).
In che modo? Con quali soluzioni? Comincia a farsi strada anche in Svizzera il modello della flat tax, l’imposta ad aliquota unica molto bassa che fa piazza pulita della progressività fiscale e delle innumerevoli deduzioni via via inserite nell’ordinamento tributario. Il semicantone di Obwaldo fa da rompighiaccio. Dopo che il Tribunale federale aveva giudicato anticostituzionale l’imposta regressiva introdotta a suo tempo, il Governo obwaldese, dimostrando un’encomiabile fermezza politica, ha optato per il passaggio ad un’aliquota proporzionale unica del 12% sui redditi delle persone fisiche e del 6,6% sugli utili delle aziende. Naturalmente, dovendo rispettare il diritto federale, Obwaldo non può attuare quella semplificazione che la flat tax permetterebbe. È comunque un primo passo.
La concorrenza fiscale intercantonale potrebbe indurre altri Cantoni a seguire questa strada: a quel punto la pressione su Berna per una riforma sostanziale della LAID e della LIFD sarebbe molto forte. In Ticino è fattibile una flat tax? Per le aziende, di fatto, esiste già: venne introdotta nel 1995, con l’abolizione dei tre scaglioni allora esistenti. Per le persone fisiche, invece, la scala fortemente progressiva delle nostre aliquote rende il cambiamento politicamente più difficile, ma non impossibile. Oggi il Cantone incassa circa 600 milioni di franchi all’anno con l’imposta sul reddito delle persone fisiche. I redditi tassati ammontano a circa 12 miliardi di franchi. Questo vuol dire che basterebbe una flat tax del 5% sui redditi lordi. Resterebbe una sola deduzione, quella per figli, e sarebbe da prevedere l’esenzione dei redditi bassi, come avviene già oggi. Compilare la dichiarazione d’imposta richiederebbe a questo punto due minuti: somma dei redditi, deduzione per eventuali figli e firma. Nient’altro. Tutti i contribuenti sarebbero in grado di assolvere questo compito autonomamente, senza spendere soldi e senza perdere tempo. Perché allora non ci impegniamo tutti per sostenere questa rivoluzione fiscale, tanto semplice quanto utile ed efficace?
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