08.10.2007
, Inserito da: michelemoor, in Interventi

Non dobbiamo vergognarci di essere Cristiani

Giornale del Popolo

Che tutti i partiti, soprattutto quelli storici, siano percorsi da divisioni più o meno profonde è un dato di fatto. Ce lo ricordano a scadenze regolari i toni del dibattito politico e le campagne elettorali.
Disquisire su quale partito sia maggiormente toccato da queste divisioni e in quale misura mi sembra un esercizio poco utile. Anche il confronto tra i partiti presenti sulla scena politica ticinese, svizzera o europea è – a causa di evidenti differenze strutturali, storiche e culturali – piuttosto difficile. Mi sembra invece interessante ricordare che nel Grigioni italiano il PPD porta il nome di PDC (Partito Democratico Cristiano), e che nelle altre lingue nazionali il “referente cristiano” figura nel nome del partito. Se il PPD vuole offrire agli elettori un’alternativa sostanziale rispetto agli altri partiti deve valorizzare in modo intelligente il referente cristiano, un referente che appartiene al PPD e alla società occidentale. Un sistema di valori, quello della religione cristiana, che guarda con tolleranza a sistemi di valori diversi, uno spirito su cui si basa la moderna società occidentale.

Un partito che emargina una delle sue correnti più importanti rischia invece di non più rappresentare una parte dei suoi elettori e di non essere in grado di costituire l’alternativa (profilata) alla quale ambisce. Le questioni che bussano oggi alla nostra porta, chiedendoci soluzioni rapide e lungimiranti, sono complesse. In caso di legittimi dubbi è buona regola considerare diversi punti di vista. Considerando le molteplici sfaccettature di una questione se ne arricchisce la comprensione generale. L’analisi e la decisione finale saranno maggiormente ponderate e più efficaci. Le responsabilità che ne conseguiranno rifletteranno i rispettivi valori. Un simile approccio stimola qualsiasi tipo di dibattito, sia esso economico, politico o sociale. La presenza di correnti e punti di vista diversi in un consiglio di amministrazione, in un partito politico e in un’associazione, arricchisce la discussione interna e favorisce scelte e decisioni ponderate e sostenibili. La condizione perché ciò avvenga è che i momenti di dibattito e riflessione, oltre che garantire il pluralismo, siano rivolti alla questione stessa e che la motivazione dei partecipanti tenda inequivocabilmente a trovare soluzioni possibili. Altrimenti, se lo scopo è l’affermazione del proprio punto di vista, della corrente di pensiero o della fazione di appartenenza, l’attenzione si volgerà dall’oggetto ai soggetti; dalla condivisione di una questione si passerà alle divisioni interne e a soffrirne sarà la tanto invocata soluzione.

Sono certo che tutti i politici svizzeri convengano sull’importanza delle problematiche ambientali, dell’equa ripartizione della ricchezza, dell’accesso ad un’istruzione, di una formazione di qualità e della sicurezza. L’essenziale è che chi si occupa di politica rivolga attenzione e risorse all’oggetto del dibattito e meno all’affermazione dei soggetti e delle rispettive correnti. Chi si occupa di politica è, prima di tutto, un individuo dal quale ci si dovrebbe attendere autonomia di pensiero. Il coraggio delle proprie idee, e anche la capacità di essere (o rimanere) solo con (e per) le proprie idee, arricchisce la discussione, legittima in un certo senso le idee stesse e contribuisce a liberare il dibattito politico dai lacci delle tradizionali categorie e fazioni. Alla gente interessano più le idee, le possibili soluzioni, e le prospettive che ne derivano.




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I valori

I valori fondamentali della nostra società, e di tutte le società occidentali, sono quelli della religione cristiana, riassunti molto bene nel preambolo della Costituzione Federale del 18 aprile 1999:

Costituzione federale della Confederazione svizzera
del 18 aprile 1999 (Stato 1° gennaio 2008)

Preambolo
In nome di Dio Onnipotente,
Il Popolo svizzero e i Cantoni,
Consci della loro responsabilità di fronte al creato,
Risoluti a rinnovare l’alleanza confederale e a consolidarne la coesione interna, al
fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito
di solidarietà e di apertura al mondo,
Determinati a vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto
reciproci,
Coscienti delle acquisizioni comuni nonché delle loro responsabilità verso le generazioni
future,
Consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si
commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri [...]