10.10.2007
, Inserito da: michelemoor, in Interventi

Con la Flat Tax dichiarazione dei redditi in due minuti

Ticino Business, ottobre 2007

Intervista con Michele Moor, 42 anni, contitolare di Wegelin & Co. Banchieri privati, candidato al Consiglio nazionale nella lista del PPD.

Nel suo sito scrive che la Svizzera è un bel paese, libero e indipendente, soprattutto grazie alla sicurezza che lo ha sempre caratterizzato, ma che oggi questa sicurezza è minacciata, ed è per questo che ha deciso di impegnarsi in politica. Che cosa intende dire?
“Quando dico che la sicurezza in senso stretto è minacciata, penso ad esempio ai pericoli che corrono i nostri figli quando si recano a giocare nei parchi dove si fa spaccio di droga, ma anche ai nostri anziani che temono di essere derubati e aggrediti nelle loro abitazioni. La necessità di un potenziamento degli organici dei corpi di polizia è innegabile: la Confederazione necessita di 600 poliziotti e i Cantoni di 1’000 agenti. Questo potenziamento deve avvenire eliminando gli sprechi e con un impiego migliore delle risorse. Quando dico che anche la sicurezza in senso lato sia vieppiù minacciata, mi riferisco al fatto che oggi vivere in un ambiente integro, con un sistema sociale che funziona, sia sempre meno scontato. La sostenibilità finanziaria del nostro sistema previdenziale non è garantita nel futuro. Lo Stato non è riuscito controllare gli abusi: siamo andati oltre ogni limite e il conto, salatissimo, lo pagheranno i nostri figli”.
 
Lei è uno dei più giovani banchieri svizzeri. Quali difficoltà ha incontrato e incontra nella sua attività?
“La difesa del segreto bancario è una delle priorità del mondo finanziario, ma dovrebbe essere una priorità per tutto il Paese.” Nonostante l’accordo con l’Unione Europea, che ha portato all’introduzione dell’Euroritenuta, la questione tornerà nuovamente d’attualità , nel momento in cui Bruxelles avrà necessità di recuperare nuove risorse economiche. Un altro aspetto, in continuo peggioramento, è quello della regolamentazione: il settore è gravato da norme, revisioni speciali e controlli di tutti i tipi. Sicuramente lo scopo è di rendere più sano il sistema, ed evitare rischi finanziari e di reputazione. Ma, sebbene l’idea iniziale fosse buona, si tratta di norme che rendono l’operatività giornaliera estremamente complicata. Inoltre la Svizzera potrebbe essere più competitiva per la clientela straniera se fossero abolite le tasse sui titoli e se gli hedge funds non dovessero cercare domicilio altrove”.
 
Lei ha lavorato anche all’estero, in particolare a New York e a Londra. Queste realtà possono essere dei modelli a livello politico ed economico? C’è qualcosa che è possibile “importare” in Svizzera?
“Non sempre è possibile attingere a realtà molto diverse i cui metodi sono difficilmente applicabili proprio per differenze di mentalità. Negli Stati Uniti, ad esempio, c’è una maggiore trasparenza da parte delle aziende, che presentano i risultati ogni trimestre. È vero che questo sistema non ha evitato il caso Enron, ma la trasparenza giova alla competitività e potrebbe esserci di aiuto. Dalla Gran Bretagna dovremmo imparare la determinazione nella difesa della piazza finanziaria. Nell’accordo con l’Unione Europea sono state esentate dall’Euroritenuta le società perché così ha voluto Londra, un esempio di quanto i britannici siano determinati nel difendere i loro interessi. A mio parere la Svizzera è troppo accondiscendente”.
 
Secondo lei quali sono le priorità dal punto di vista economico
per il Ticino?
“La Svizzera dovrebbe rendersi conto che il Ticino è il ponte per raggiungere Milano e il bacino del Mediterraneo e il Ticino dovrebbe far suo con più convinzione questo ruolo. Questo andrebbe a beneficio dell’intero Paese e rafforzerebbe la posizione del Ticino nei confronti della Confederazione. La Lombardia è una delle regioni più produttive d’Europa. Bisogna portare avanti con maggiore impegno e sistematicità le opportunità di cooperazione (come quelle offerte e promosse dalla Comunità di lavoro Regio Insubrica), un metodo di lavoro che non è ancora veramente entrato nella nostra azione politica. Occorre investire sui trasporti, coordinarci di più con l’Italia: alcune aziende potrebbero avere interesse a trasferire le sedi amministrative in Ticino. La Svizzera nel settore finanziario ha ancora uno dei suoi punti di forza (il risk management, la creazione di prodotti particolari…) che può essere un valore aggiunto per l’Italia. In altre parole il potenziale sicuramente non manca, ma ci sono ancora delle barriere da superare da entrambe le parti. Checché se ne dica la frontiera, anche quella che limita le opportunità di sviluppo, esiste eccome”.
 
C’è qualche progetto concreto che vorrebbe realizzare?
“Rendere il fisco più semplice con la flat tax. Di fatto in Ticino per le aziende esiste già: venne introdotta nel 1995 con l’abolizione dei tre scaglioni allora esistenti. Per le persone fisiche, invece, la scala fortemente progressiva delle nostre aliquote rende il cambiamento politicamente più difficile, ma non impossibile. Oggi il Cantone incassa circa 600 milioni di franchi l’anno con l’imposta sul reddito delle persone fisiche. I redditi tassati ammontano a circa 12 miliardi di franchi. Questo vuolIdire che basterebbe una flat tax del 5% sui redditi lordi. Resterebbe una sola deduzione, quella per i figli, e bisognerebbe prevedere l’esenzione dei redditi bassi, come avviene già oggi. A questo punto compilare la dichiarazione d’imposta richiederebbe due minuti: somma dei redditi, deduzione per eventuali figli e firma. Nient’altro. Tutti i contribuenti sarebbero in grado di assolvere questo compito autonomamente, senza spendere soldi e perdere tempo”.
 
Lei è un neofita della politica. Come si sente nella veste di candidato?
“Sono un banchiere privato e un colonnello, ma soprattutto un cittadino che si mette a disposizione della collettività senza coltivare interessi di bottega. La carica politica non è per me uno strumento per raggiungere altri obiettivi. Sto vivendo questa campagna elettorale in modo molto serio, sereno e con spirito di servizio”.




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